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CENTRO PECCI
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CENTRO PECCI Ma la giunta Cenni crede nel museo? L'attuale situazione di stallo in cui versa il cantiere del nuovo Pecci, di cui anche la stampa cittadina ha in questi giorni dato conto, fa emergere con forza la domanda su quanto realmente questa amministrazione comunale creda nella missione culturale di un Centro per l'Arte Contemporanea. In particolare all'assessore alla Cultura Anna Beltrame viene da chiedere se ha una visione del " tempo presente " per la città di Prato che vada oltre quelle "eccellenze" e "specificità" che recentemente per le vie del centro ha anche condito con musica ad ogni angolo, in perfetto stile Walt Disney non c'è che dire. E se all'attuale dirigenza del Museo che fa di tutto, nonostante le grosse difficoltà di bilancio, per mantenere un dialogo stretto con la Regione Toscana che ha decretato che il nostro Pecci dovrà essere il centro di riferimento di tutta la regione, e per mantenere un'adeguata visibilità aprendo anche una sede distaccata a Milano, un sorta di "ufficio esteri ", non dobbiamo risparmiare l'invito a fare ancora di più e meglio, all'attuale amministrazione comunale chiediamo se ha una visione strategica per questo museo che vada oltre il gioco delle nomine che leggiamo sui giornali, se ha programmato un adeguato piano di rilancio e comunicazione, se ha voglia di sostenere questa istituzione culturale oppure di lasciarla abbandonata a se stessa come fa pensare il suo cantiere. I musei di Arte Contemporanea più che un luogo di "strani allestimenti " sono osservatori verso il futuro, sono la capacità di stare al passo con i tempi e con quella innovazione di cui soprattutto le città industriali come Prato hanno bisogno. Ne sanno qualcosa a Bilbao dove l'operazione Guggenheim ha rilanciato nel contesto europeo e mondiale una città afflitta dalla crisi economica e dal separatismo. L'ampliamento del Centro Pecci è di nuovo una scommessa, come quella che oltre venti anni fa animò Enrico Pecci e l'amministrazione comunale di allora, è di nuovo la possibilità di portare Prato nel mondo. Ne abbiamo bisogno, perchè se è vero, che - i Lippi sono tornati da Parigi - a noi, per dirla alla pratese - per ora non ci avete portato da punte parti. Angelo Formichella responsabile politiche culturali Pd Prato SICUREZZA Periferie lasciate nell'isolamento In riferimento alla notizia di stampa appresa dai quotidiani, dell'annuncio di destinare 13 vigili nelle periferie per il controllo all'illegalità, lo scrivente interviene per ribadire quanto segue: sono mesi che denuncio l'isolamento delle periferie, lasciate sole ed abbandonate a se stesse, scippi e rapine che si susseguano a ritmo incessante senza prendere atto della precaria situazione in cui la nostra città è sprofondata a causa di una politica poco lungimirante che ha anteposto i controlli alle ditte cinesi utilizzando i vigili che erano presenti nelle circoscrizioni lasciando indifeso il territorio attraverso la loro soppressione. Scelta che ho sempre contestato perché decisa unilateralmente senza confrontarsi con i rappresentanti delle Istituzioni di base, che conoscono le problematiche e le esigenze della gente, quindi una protesta sacrosanta che invano abbiamo sempre cercato di far comprendere che la nostra posizione non era dettata da motivi ideologici ma da concretezza e da una visione reale del territorio. Adesso questo annuncio potrebbe ripagare in parte la mia protesta, sperando che non si tratti solo di uno spot dettato dalla situazione contingente (scippi e rapine) e che i 13 vigili non siano solo utilizzati per il controllo dei condomini dei cinesi (bisognerebbe che l'amministrazione fosse più chiara su questa posizione annunciata),, ma di una vera consapevolezza della situazione; una situazione che mette a rischio l'incolumità della gente che è stanca di non essere difesa e garantita nel vivere quotidiano, ecco perché ritengo che la giunta Cenni ed in particolare l'assessore Milone, debbono confrontarsi con i presidenti delle Circoscrizioni per elaborare di concerto le misure più idonee e incisive da attuare sul territorio, se ciò non avvenisse e si vuole continuare ancora a perseguire nel solco dell' indifferenza e dell'isolamento basta dirlo, perché ai cittadini interessa poco o niente le polemiche politiche e discriminatorie, mentre vorrebbero che gli amministratori abbiano a cuore i loro problemi e le loro legittime aspettative, di sicurezza e di legalità. Giovanni Mosca presidente Circoscrizione Ovest OPERAIA CINESE Una svolta nel rapporto tra immigrati e italiani La vicenda della operaia cinese rivoltasi alla Cgil pratese per la vertenza relativa alle sue estreme condizioni lavorative e per il suo licenziamento ingiusto, denota come è possibile intervenire a favore di una popolazione straniera e allo stesso tempo costruire un percorso di collaborazione con quella italiana, allorché gli immigrati vengono messi in condizione di conoscere i propri diritti, così come i doveri. Si tratta di un atto di coraggio che mi auguro possa aprire un percorso nuovo verso la presa di coscienza dei propri diritti delle migliaia di stranieri che, nella provincia di Prato, sono costretti a lavorare in condizioni di estremo disagio, senza rispetto per la loro dignità di essere umani. La conoscenza, la corretta informazione e la richiesta di partecipazione alle scelte della società in cui lo straniero opera, dovrebbe costituire il principale obiettivo dell'amministrazione comunale di Prato. L'amministrazione non dimentichi mai, qualsiasi sia la sua specifica competenza, che l'obiettivo primario è quello di armonizzare le relazioni sociali, e nel caso specifico, di riportare i livelli di qualificazione lavorativa e determinare l'emersione del "lavoro nero" o poco qualificato, accrescendo così i diritti del lavoratore". Marta Gazzarri capogruppo Idv in consiglio regionale Salvo Ardita coordinatore provinciale Idv Prato
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