La manifestazione
Carico di droga tra le patate
Paolo Nencioni
La Finanza sequestra 65 chili di khat, la droga dei somali: tre arresti
2 MINUTI DI LETTURA
Il carico di droga era nascosto tra i sacchi di patate, ma i finanzieri sono andati a colpo sicuro e il corriere non ha potuto far altro che ammettere le sue responsabilità. Un'ingente partita di "khat", la droga dei somali, è stata sequestrata martedì sera in una piazzola dell'Autosole nei pressi di Firenze sud.
Era destinata a un somalo residente a Montemurlo, che è stato arrestato. In manette anche la moglie (ora agli arresti domiciliari) e il corriere italiano, un camionista di 44 anni residente a Gaeta. Il destinatario dei 65 chili di khat (una pianta che si mastica e il cui principio attivo è simile alle anfetamine) intercettati dai finanzieri della Compagnia di Prato, agli ordini del capitano Edoardo Marzocchi, e dai colleghi di Malpensa (Varese) era Ismail Abdi M'hamed, già arrestato nel maggio dell'anno scorso, sempre dalla Finanza e sempre per un traffico di khat (in quel caso furono 21 chili). Ismail abita insieme alla moglie Hersihodan Aweis in via dell'Industria 32 a Montemurlo, dove risultava aver sede un'inesistente società usata nel maggio scorso per la spedizione di droga in Canada e negli Stati Uniti.
Del camionista italiano che ha fatto da corriere non è stato reso noto il nome. E' stato seguendo l'italiano che si è arrivati al sequestro. Sul suo conto stava già indagando la Finanza di Malpensa, la cui indagine si è intrecciata con quella dei colleghi pratesi. Gli investigatori sapevano che Ismail Abdi, pur essendo agli arresti domiciliari nella sua casa di Montemurlo, continuava a gestire il traffico di khat dall'estero verso l'Italia. Lo faceva, sempre secondo le accuse, sia via telefono che tramite la moglie. In particolare il canale individuato dagli investigatori correva sulla tratta Olanda-Italia.
Martedì il camion carico di patate è stato "agganciato" dai finanzieri di Malpensa già in Lombardia e seguito fino a Firenze. Nel frattempo il corriere aveva chiamato la moglie del somalo ed era stato concordato un incontro sull'Autosole. Le auto civetta dei finanzieri di Prato hanno seguito il camion fino a una piazzola dopo Firenze sud, dove oltre al camion si è fermata l'auto di Hersihodan Aweis, che era insieme a una donna più anziana (poi denunciata per favoreggiamento).
Al momento dello scambio i finanzieri si sono qualificati e il corriere ha subito ammesso di trasportare il khat, che è stato trovato in 12 scatoloni nascosti dietro ai sacchi di patate. A quel punto le tre Procure interessate (Firenze, Prato e Busto Arsizio) hanno concordato l'arresto del camionista e il fermo della donna somala oltre a quello del marito, nella cui abitazione a Montemurlo sono stati trovati appunti interessanti.
Era destinata a un somalo residente a Montemurlo, che è stato arrestato. In manette anche la moglie (ora agli arresti domiciliari) e il corriere italiano, un camionista di 44 anni residente a Gaeta. Il destinatario dei 65 chili di khat (una pianta che si mastica e il cui principio attivo è simile alle anfetamine) intercettati dai finanzieri della Compagnia di Prato, agli ordini del capitano Edoardo Marzocchi, e dai colleghi di Malpensa (Varese) era Ismail Abdi M'hamed, già arrestato nel maggio dell'anno scorso, sempre dalla Finanza e sempre per un traffico di khat (in quel caso furono 21 chili). Ismail abita insieme alla moglie Hersihodan Aweis in via dell'Industria 32 a Montemurlo, dove risultava aver sede un'inesistente società usata nel maggio scorso per la spedizione di droga in Canada e negli Stati Uniti.
Del camionista italiano che ha fatto da corriere non è stato reso noto il nome. E' stato seguendo l'italiano che si è arrivati al sequestro. Sul suo conto stava già indagando la Finanza di Malpensa, la cui indagine si è intrecciata con quella dei colleghi pratesi. Gli investigatori sapevano che Ismail Abdi, pur essendo agli arresti domiciliari nella sua casa di Montemurlo, continuava a gestire il traffico di khat dall'estero verso l'Italia. Lo faceva, sempre secondo le accuse, sia via telefono che tramite la moglie. In particolare il canale individuato dagli investigatori correva sulla tratta Olanda-Italia.
Martedì il camion carico di patate è stato "agganciato" dai finanzieri di Malpensa già in Lombardia e seguito fino a Firenze. Nel frattempo il corriere aveva chiamato la moglie del somalo ed era stato concordato un incontro sull'Autosole. Le auto civetta dei finanzieri di Prato hanno seguito il camion fino a una piazzola dopo Firenze sud, dove oltre al camion si è fermata l'auto di Hersihodan Aweis, che era insieme a una donna più anziana (poi denunciata per favoreggiamento).
Al momento dello scambio i finanzieri si sono qualificati e il corriere ha subito ammesso di trasportare il khat, che è stato trovato in 12 scatoloni nascosti dietro ai sacchi di patate. A quel punto le tre Procure interessate (Firenze, Prato e Busto Arsizio) hanno concordato l'arresto del camionista e il fermo della donna somala oltre a quello del marito, nella cui abitazione a Montemurlo sono stati trovati appunti interessanti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
