Sicurezza
Disoccupati come custodi del Castello
Ma. La.
Un'ipotesi dell'assessorato alla cultura per ampliare l'apertura
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PRATO. Sono dei custodi un po' particolari quelli che, nel giro dei prossimi mesi, potrebbero prendere servizio presso il Castello dell'Imperatore e consentire un'apertura settimanale più estesa. Lavoratori fuoriusciti dal mercato del lavoro vicini alla soglia pensionabile, cassintegrati o nelle liste di mobilità tramite l'utilizzo degli incentivi statali previsti dal bando sui 25 milioni di euro. Ci stanno lavorando in questo periodo gli uffici dell'assessorato alla Cultura del Comune e potrebbe essere questa una soluzione per garantire l'apertura 7 giorni su 7 del castello, utilizzando personale a zero costo per le casse dell'amministrazione. Sempre dall'assessorato arriva la risposta al giovane capo scout che ieri aveva raccontato al Tirreno di aver dimenticato domenica scorsa il cappotto alla biglietteria del castello e di dover aspettare fino a domani per recuperarlo. «Sarebbe bastata una telefonata in assessorato - è la risposta -, visto che anche noi abbiamo le chiavi del Castello. Ci siamo subito attivati per permettere al visitatore di recuperare il suo indumento». La promessa dell'assessore alla Cultura Anna Beltrame è che, compatibilmente con le risorse messe in bilancio, si provvederà ad aumentare gli orari e i giorni d'apertura del castello, fermo restando che già dal primo aprile entrerà in vigore l'orario estivo che dovrebbe rendere più fruibile la struttura.
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