Il Tirreno

Prato

Parte la carica dei super precari

Maria Lardara
Parte la carica dei super precari

Pronte 300 vertenze tra lavoratori della scuola e della pubblica amministrazione

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Generazione di precari. Gente che ha accumulato una sfilza di contratti a termine o a progetto. Alcuni di loro hanno tagliato i ponti con il datore di lavoro, altri stanno ancora alle sue dipendenze. Fino a domenica hanno tempo per impugnare i contratti retroattivi con tanto di vertenza, come previsto dal "collegato lavoro" del 24 novembre. Sarà un giudice del lavoro a emettere la sentenza, a pronunciarsi sull'eventuale diritto a un tempo indeterminato per il lavoratore.

A Prato sono pronti a impugnare i vecchi contratti scaduti circa trecento precari del mondo della scuola, intenzionati a portare in tribunale la controparte che finora li ha privati di una cattedra stabile: il ministero della Pubblica istruzione. Protagonisti di un'autentica class action, secondo le previsioni di Flc-Cgil (il sindacato della Camusso liquidò la norma di due mesi fa come legge "tagliola") che conta qui oltre un migliaio di iscritti, decisi a tentare questa carta nel rivendicare un percorso di stabilizzazione di ruolo. Dovranno spedire entro domenica 23 una raccomandata indirizzata al Ministero per rivalersi sui contratti interrotti nei mesi e negli anni passati. E se ora stanno insegnando, a quel punto aspetteranno la fine del contratto a luglio per impugnare tutto entro 60 giorni, termine previsto dalla legge 183/2010 sul "collegato lavoro". Dopodiché, prenderanno corpo i ricorsi ed entro 270 giorni si potrà andare al cospetto di un giudice del lavoro.

Ma per ogni causa che si rispetti serve un avvocato, perciò la Cgil è pronta a dare tutta l'assistenza legale valutando ogni singolo caso. «In ogni caso - fa sapere Daniele Monticelli della Cgil scuola - l'esito non si saprà prima di due anni. Sarà una vertenza complessa con cause intentate singolarmente. Per questo stiamo studiando la possibilità di accorpare più percorsi in modo da ammortizzare le spese legali. Comunque - precisa il sindacalista - la legge dava la possibilità di contestare dopo molto tempo un contratto illegittimo e fare vertenza. Con la nuova norma invece si sta generando caos perché dopo il 23 gennaio non ci sarà più modo di contestare i contratti pregressi, con un aumento del contenzioso che restringe le maglie della conciliazione».

C'è fermento anche nelle file dei precari della pubblica amministrazione pratese (soprattutto prefettura e Inps). Sulla scrivania di Fabrizio Gorelli di Fp-Cgil al momento è depositata una decina di istanze di ricorso ma il sindacalista, cauto nell'esaminare le singole situazioni, non esclude che possano aumentare da qui a fine settimana. Vertenza in vista anche per qualche figura tecnica del mondo del teatro (in genere contratti stagionali), mentre la sanatoria dei precari non investirà il tessile. «Il motivo - spiega Giovanni Piras, responsabile ufficio vertenze della Cgil - è che in questo settore l'inquadramento con contratti a termine dipende in molti casi dal ricorso delle aziende alle liste di mobilità. Il "collegato lavoro" di fatto crea situazioni estremamente ricattabili in alcune categorie come il commercio, ad esempio. Senza contare che la fine di un contratto temporaneo viene equiparato a un licenziamento».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa