Il Tirreno

Prato

Lite con l’azienda per la maternità

La neo-mamma pagata solo in parte

Un’azienda di moda
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Un’azienda di moda

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 PRATO. Il pagamento c'è stato, ma solo parzialmente e comunque dopo l'intervento della stampa. La vicenda di una dipendente di Castellani, in rotta con l'azienda per la sua maternità, non ha ancora un lieto fine. Giovedì l'ufficio vertenze della Cgil ha denunciato l'azienda di moda all'Ispettorato del lavoro. Il giorno seguente abbiamo contattato una delle responsabili dell'amministrazione, dato che Castellani era impegnato altrove, che ci ha assicurato di aver già provveduto a regolarizzare la posizione della 36enne neo mamma. In realtà il bonifico è stato effettuato il giorno stesso della nostra telefonata ed ammonta a 1.384 euro, cifra ben lontana dalla somma degli stipendi di novembre e di dicembre e della tredicesima. Secondo la denunciante, esperta addetta al taglio, i problemi con Flavio Castellani sono nati nel momento in cui gli ha comunicato di aspettare un bambino e di essere costretta ad andare in maternità anticipata per una minaccia di aborto. Il tono di voce del datore di lavoro si è alzato, gli stipendi hanno iniziato ad essere accreditati con ritardo e in un caso dopo la lettera di sollecito. La situazione è degenerata alla fine del 2010 quando, a maternità obbligatoria terminata, la donna ha comunicato all'azienda di usufruire di tre dei sei mesi di congedo parentale per svezzare la bambina. Ora gli stipendi sono stati pagati solo parzialmente. Attendiamo il lieto fine. E.B.

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