Attenzione
«Con un nuovo patto si vince»
Barbara Burzi
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Andrea Belli patron dell’orditura Gt 2000 dove si è svolto il consiglio straordinario3 MINUTI DI LETTURA
All'indomani del consiglio comunale straordinario sulla sicurezza che si è svolto all'Orditura Gt 2000, il titolare Andrea Belli commenta così l'iniziativa: «Un messaggio di vicinanza alle imprese da parte dell'amministrazione - dice - ma dopo tante parole, ora servono fatti».
Belli, che ricopre anche il ruolo di presidente nazionale dei Tessili di Confartigianato, ci teneva a ospitare il consiglio perché «l'iniziativa ha contribuito a far capire che ci sono aziende che nonostante le difficoltà continuano a credere che non si debba mollare, che la crisi finirà e che anche se i numeri non torneranno a essere quelli che erano, arriverà il momento per ripartire». L'imprenditore è critico nei confronti di chi continua a puntare il dito contro «la malattia» del distretto e non accenna a rivelarne «la cura». «La mia azienda sarà sempre aperta per chi avrà voglia di fare qualcosa di costruttivo - dice Belli - Sono disponibile nei confronti di tutti quelli che pensano di portare un contributo a chi desidera proseguire su questa strada: io sono uno di quelli che vuole andare avanti perché ci credo». Non a caso, nonostante le difficoltà del momento Belli, negli ultimi 18 mesi ha fatto investimenti importanti acquistando due macchinari nuovi. «Ho voluto mandare un segnale alle persone che lavorano con me - dice - è importante motivare la squadra». E continuare a crederci per l'imprenditore significa soprattutto proporre soluzioni attuabili oltre a non smettere mai di denunciare le cose che non vanno. E' lui stesso a lanciare una proposta che muove dalla considerazione che il distretto pratese debba «far leva su una cultura e una versatilità che sono uniche al mondo». «Se riuscissimo anche a essere uniti e a comportarci come fossimo un'unica azienda - sostiene - ci sarebbe lavoro per tutti, ma affinché questo sia possibile serve un nuovo patto sociale fra artigiani, e fra artigiani e industriali. Gli individualismi portano vantaggio solo a chi fa concorrenza sleale». L'orditura di Belli era già stata scelta nel 2009 per un'iniziativa nazionale del Pd. La stessa azienda che ieri fu simbolo della battaglia in difesa dei distretti industriali, oggi diventa la cornice per parlare di legalità nelle imprese.
«E' qui che occorre concentrare le nostre energie - conclude Belli - portare la legalità nell'integrazione è possibile». Secondo il presidente di Confartigianato Luca Giusti la battaglia per la legalità non è risolutiva se non contempla interventi diversi oltre a quelli in materia di sicurezza dei lavoratori e degli ambienti nei quali operano. «Per il bene del distretto - dice - adesso ci preme che sia contrastato il sistema di illegalità economica e che sia portata avanti una battaglia nei confronti di chiunque opera in regime di concorrenza sleale».
Belli, che ricopre anche il ruolo di presidente nazionale dei Tessili di Confartigianato, ci teneva a ospitare il consiglio perché «l'iniziativa ha contribuito a far capire che ci sono aziende che nonostante le difficoltà continuano a credere che non si debba mollare, che la crisi finirà e che anche se i numeri non torneranno a essere quelli che erano, arriverà il momento per ripartire». L'imprenditore è critico nei confronti di chi continua a puntare il dito contro «la malattia» del distretto e non accenna a rivelarne «la cura». «La mia azienda sarà sempre aperta per chi avrà voglia di fare qualcosa di costruttivo - dice Belli - Sono disponibile nei confronti di tutti quelli che pensano di portare un contributo a chi desidera proseguire su questa strada: io sono uno di quelli che vuole andare avanti perché ci credo». Non a caso, nonostante le difficoltà del momento Belli, negli ultimi 18 mesi ha fatto investimenti importanti acquistando due macchinari nuovi. «Ho voluto mandare un segnale alle persone che lavorano con me - dice - è importante motivare la squadra». E continuare a crederci per l'imprenditore significa soprattutto proporre soluzioni attuabili oltre a non smettere mai di denunciare le cose che non vanno. E' lui stesso a lanciare una proposta che muove dalla considerazione che il distretto pratese debba «far leva su una cultura e una versatilità che sono uniche al mondo». «Se riuscissimo anche a essere uniti e a comportarci come fossimo un'unica azienda - sostiene - ci sarebbe lavoro per tutti, ma affinché questo sia possibile serve un nuovo patto sociale fra artigiani, e fra artigiani e industriali. Gli individualismi portano vantaggio solo a chi fa concorrenza sleale». L'orditura di Belli era già stata scelta nel 2009 per un'iniziativa nazionale del Pd. La stessa azienda che ieri fu simbolo della battaglia in difesa dei distretti industriali, oggi diventa la cornice per parlare di legalità nelle imprese.
«E' qui che occorre concentrare le nostre energie - conclude Belli - portare la legalità nell'integrazione è possibile». Secondo il presidente di Confartigianato Luca Giusti la battaglia per la legalità non è risolutiva se non contempla interventi diversi oltre a quelli in materia di sicurezza dei lavoratori e degli ambienti nei quali operano. «Per il bene del distretto - dice - adesso ci preme che sia contrastato il sistema di illegalità economica e che sia portata avanti una battaglia nei confronti di chiunque opera in regime di concorrenza sleale».
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