Sicurezza
Panini di S. Antonio a 19 euro il chilo
Maria Lardara
La consuetudine antica del pane benedetto è diventata un piccolo business
3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Saranno anche benedetti con l'acqua santa, ma forse anche Sant'Antonio avrebbe avuto da ridire sapendo quanto fanno pagare a peso d'oro i "suoi" panini a Prato. Una tradizione che affonda le radici nella notte dei tempi, di quando le picce di panini (6 o 12 pagnottine unite fra loro) si vendevano per strada nel giorno consacrato al santo protettore degli animali. Ma quella che è memoria storica racchiusa in una consuetudine cara ai pratesi, si traduce nell'affare di una volta l'anno per tanti fornai locali che, con il pretesto di venderne a blocchi di 6 o 12, riescono ad "aggirare" il prezzo al chilo dei panini. Gli ingredienti sono farina, latte, uova, zucchero, burro, magari arricchendo il tutto con una punta d'anice. Si addolcisce in pratica l'impasto del pane, ma non il prezzo a parità di prodotto. E se Fabio Baldi di CittadinanzAttiva di Prato invita a prestare la massima attenzione perché «questo tipo di lievitazione potrebbe raggiungere anche punte di oltre 20 euro al chilo», per la presidente provinciale dei panificatori di Confartigianato, Cristina Polidori, «non si crea certo business in un giorno di lavoro, considerando i prezzi di farina e zucchero che hanno punte d'aumento del 40%». Servono braccia e sudore per impastare e dare la forma a un panino come si deve. Ne sanno qualcosa al forno Santini a Santa Lucia, dove in tutta la domenica un'intera famiglia è stata alla prese con la preparazione di 200 dozzine di panini da 160 grammi e a 3 euro l'una (3,50 all'altro forno della stessa famiglia di via Garibaldi, 19 euro al chilo). Tradotto: 600 euro guadagnate in un solo giorno. Mica male. «Li vendiamo sì a 18 euro al chilo - precisa la titolare Lucia -, ma la lavorazione è tutta manuale. E poi ogni panino di Sant'Antonio che si rispetti deve avere tassativamente la benedizione del parroco. Non succede sempre». Qualche forno comunque terrà i panini in vendita ancora per qualche giorno, a meno che non siano andati a ruba in un colpo solo ieri. Stando alla nostra classica stilata interpellando alcuni mastri fornai della città, chi pratica un prezzo ragionevole è il panificio Fogacci di via Pistoiese: 12 euro al chilo e nessun rincaro rispetto al 2010. Traditore, in questi casi, può essere però l'indicatore del prezzo al chilogrammo. Conta anche la bilancia: dal Fogacci un panino non pesa più di 20 grammi e per una piccia da 12 la spesa è di 4,50 euro. Viaggia a 4 euro la nostra dozzina al panificio "Il Duomo", in pieno centro storico, ma qui il titolare Vito Caporaso mette subito le mani avanti: «In fondo una brioche costa 1 euro ed è il solito impasto. Manteniamo gli stessi prezzi da anni». Fuori dalle mura, si abbassa la soglia delle nostre prelibatezze "sante": una dozzina dal panificio "Bartolini", in via Mozza sul Gorone, scende a quota 2,50 euro. «Ad aumentare i prezzi quest'anno ho avuto paura», confessa la titolare Alessandra Senesi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
