Il Tirreno

Prato

Nella casa anziani torna il sorriso

 Walter Fortini
In gita ai Gigli e foto di gruppo degli anziani
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In gita ai Gigli e foto di gruppo degli anziani

Arriva l'animatrice e la residenza di Comeana s'inventa mille attività

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 CARMIGNANO. Prima di Natale sono andati ai Gigli per comprare panettoni e fiori. E per molti di loro è stata la prima volta in un grande centro commerciale. Prima ancora erano stati ad un vivaio a Pistoia. Nelle prossime settimane visiteranno il museo planetario di Prato. E d'estate una gita di un giorno intero al mare, a Viareggio.  E' cambiata, da cinque mesi, la vita e l'attività alla Casa Accoglienza Anziani di Comeana, una struttura nata nel 1995 da un'idea e una somma di denaro messa a disposizione dal parroco del paese, don Antonio Sernesi. Alla casa di riposo, gestita in proprio ma con una convenzione con la Asl, costruita dove un tempo c'è un campetto da calcio dietro la chiesa, all'inizio c'erano 17 ospiti. Oggi, dopo l'ampliamento del 2002, ne conta quasi quaranta: 31 ci dormono, altri otto ci vengono di giorno. E trentadue sono i dipendenti, in gran parte del paese, molte scelte tra le donne disoccupate. Nelle case di riposo le giornate, si sa, spesso passano lente. Ma non a Comeana. Di sicuro non da settembre, da quando è arrivata Emma, 24 anni, l'animatrice della casa. Da allora sono iniziati laboratori creativi. La mattina si sfoglia il giornale e si commenta. Si leggono libri. Si prova ad organizzare discussioni su fatti del giorno. «Incredibile la risposta quando ho buttato lì il tema dei transessuali» racconta la ragazza. Si guardano film - classici e a richiesta, da "Totò" a "Via con il vento" - ad altri più recenti, come "La fabbrica di cioccolato». Si ascolta la musica. Si gioca. Si taglia, disegna e incolla. Si riscoprono vecchie abilità, come il lavorare a maglia tipico di molte delle nostre nonne. Si rispolverano vecchi ricordi, di quando Comeana e Prato erano molto diversi, di quando «l'acqua dei fiumi era più limpida e i boschi più belli», come hanno scritto tempo fa Norina e Ottorina su un pannello appeso al muro. E si va in gita, per l'appunto. «Esercizi per il corpo e la mente, pensati sulle singole persone - spiega ancora Emma Lombardi - Modi diversi per tenere gli ospiti occupati, in contatto con il mondo che li circonda e farli sentire un po' più a casa e in famiglia e meno in una struttura per altri aspetti simile ad un ospedale». Praticamente ogni giorno c'è un'attività diversa. Altre ne saranno organizzate: le feste dei compleanni del mese, l'orto in casa, attività con gli animali. Per due mesi, prima di Natale, hanno lavorato agli addobbi: striscioni di carta, palline dorate di fagioli secchi e pasta di sale, carta da appallottolare per particolarissimi mosaici. Certo non tutti e quaranta gli ospiti partecipano. Non tutti forse ne sarebbero in grado. Ma ce n'è una dozzina molto attivo. E magicamente, in cinque mesi, chi prima se ne stava a sonnecchiare per un giorno intero su una poltrona, chi a volte piangeva e chi era scontroso ora è sereno, vispo e socievole.

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