Il Tirreno

Prato

«Giunta fallimentare sulla sicurezza»

Ba. Bu.

Idv attacca: ha fatto solo propaganda, mancano uomini e risorse

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 PRATO. Pollice verso dell'Italia dei valori nei confronti delle politiche di sicurezza messe in atto dall'amministrazione di centrodestra. «Prato non può essere oggetto di una politica illusionistica e propagandistica che questa giunta porta avanti ai danni dei cittadini», afferma il segretario Salvo Ardita che ha illustrato ieri la ricetta dell'Idv in materia di sicurezza, contenuta all'interno di un documento che era stato consegnato al ministro Maroni in occasione della sua visita in città per la firma del protocollo "Prato città sicura". «Nella lettera si indicavano le priorità per arginare il fenomeno dell'illegalità diffusa, anche di carattere economica, che sta creando danni ai cittadini - aggiunge - A distanza di un anno, nessuno di quei suggerimenti è stato accolto dal Comune, né dal Governo da cui non abbiamo avuto alcuna risposta».  Il documento indica nove punti che evidenziano alcune priorità tra cui: l'istituzione di una squadra speciale anti-mafia cinese presso la Questura, la creazione di un gruppo misto costituito da Polizia di stato, Carabinieri e Guardia di finanza che contrasti l'usura; e un altro, che contrasti l'illegalità economica. In cima alle richieste anche il potenziamento dell'organico del tribunale, quello dei vigili del fuoco, della polizia penitenziaria e dell'ispettorato del lavoro in quanto «i venti uomini inviati da Maroni sono andati a sostituire i pensionamenti e nel turnover il risultato è stato zero», afferma Ardita.  Poi vengono tirati in ballo gli 800mila euro spesi per i militari la cui permanenza in città è stata prorogata fino a giugno. «Queste risorse potevano essere impiegate diversamente perché i sacrifici di questi ragazzi, purtroppo, non servono a nulla - aggiunge - bisogna capire che l'unico strumento per contrastare e prevenire i reati è l'indagine, ma chi la deve compiere, i servizi investigativi, non ha le risorse umane per farlo».  Da parte dell'assessore provinciale alle Politiche di legalità Loredana Ferrara (Idv) è partita una richiesta di dimissioni indirizzata all'assessore alla Sicurezza Aldo Milone, condivisa anche dal segretario Salvo Ardita e dal capogruppo in consiglio comunale Aurelio Donzella. «I motivi che spinsero Milone a uscire dalla giunta Romagnoli sono tutt'oggi validi - sostiene Ferrara - oggi che è lui stesso ad essere responsabile del servizio sicurezza, i rinforzi che aveva chiesto allora non sono ancora arrivati: se fosse coerente, dovrebbe dimettersi». L'assessore Ferrara ha annunciato inoltre la firma di un protocollo di intesa tra la Provincia e la Fondazione Caponnetto con l'apertura di sportelli cui i cittadini potranno rivolgersi in forma anonima per i casi di usura.

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