Sicurezza
I BABY SCIPPATORI
«Usano i cinesi come fossero dei bancomat»
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Il sedicenne arrestato dopo lo scippo alla cinese A sinistra i rilievi della scientifica sullomicidio di via Giovanni Chiti 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Quello più piccolo non parla, quello più grande nega tutto è ha già l'aria del bulletto di quartiere, pronto a una carriera criminale fatta di scippi e rapine. Hanno 30 anni in due i ragazzi pratesi fermati giovedì sera dalla polizia con l'accusa di aver aggredito e scippato una donna cinese di 40 anni in via Guido Monaco, dietro al supermercato Pam di via Pistoiese. Il più grande ha 16 anni e per fare la rapina è scappato dal Centro di prima accoglienza di Firenze, dove era stato rinchiuso per precedenti reati. L'altro di anni ne ha appena 14 e ha evitato l'arresto forse solo in considerazione della giovanissima età, oltre che per un carico di precedenti inferiore a quello dell'amico. I due fanno parte di un gruppetto di quattro giovani, tutti minorenni, che si è già fatto notare nella zona di Chinatown. «Sono ragazzi che quando hanno bisogno di soldi si riuniscono e vanno a rapinare un cinese» dicono gli inquirenti che stanno indagando su di loro. Sempre cinesi, come se si trattasse di andare a fare un prelievo al bancomat. Assalti "mordi e fuggi", qualche botta, la borsa strappata dalle mani della malcapitata, e poco male se la vittima dello scippo cade, si fa male. Il rischio è basso, alta la probabilità che lo scippato non denunci il fatto alle forze dell'ordine, perché spesso si tratta di clandestini, comunque sempre ben forniti di contanti. Il fenomeno non è certo nuovo. Da anni, con una certa regolarità, emergono gruppetti di giovani e giovanissimi che si dedicano alla "caccia al cinese". Non si può dire che i due fermati giovedì sera siano di buona famiglia. Come minimo sono lasciati a se stessi dai familiari, ma non sono nemmeno ai margini della società. Ogni sera tornano a casa per la minestra, guardano la tv come i loro coetanei, ma quando hanno bisogno di una scarica di adrenalina o di qualche soldo vanno a rapinare i cinesi. I due ragazzi sono anche iscritti a scuola ma di fatto non ci vanno mai. Colpa dei genitori, certo, e forse anche di chi dovrebbe controllare la frequenza alle lezioni. Il più piccolo, come detto, è stato denunciato a piede libero e affidato al padre, fatto venire in serata in Questura. L'altro è stato riportato al Centro di prima accoglienza di Firenze, dove rimarrà a disposizione della Procura presso il Tribunale dei minori. Entrambi sono stati riconosciuti dalla donna scippata. P.N.
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