Gioco
Insegniamo la legalità nelle scuole
Paolo Nencioni
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Il questore Filippo Cerulo e il suo vice NannucciIl questore Cerulo alle prese con la recente escalation di scippi e rapine
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PRATO. L'emergenza di questi giorni ha un nome: reati contro il patrimonio. La soluzione ne ha un altro: prevenzione. Di questo sono convinti il questore Filippo Cerulo e il suo vice Francesco Nannucci, capo della squadra mobile, alle prese con una escalation criminale che, parola di Nannucci, «da tempo non si vedeva in città». Scippi, rapine, spaccate notturne, un omicidio ancora da risolvere, tassisti assaliti dai clienti. Allora, questore Cerulo, che cosa sta succedendo in città? «Quello che abbiamo sotto gli occhi. E noi facciamo un' opera di contrasto mettendo forze visibili in campo, oltre alle indagini della squadra mobile. In realtà quello che mi ha più colpito degli ultimi fatti è la rapina di giovedì pomeriggio ai danni di una donna cinese, per la quale abbiamo fermato due minorenni (vedi articolo a fianco, ndr). Sono ragazzini ed è chiaro che c'è qualcosa che non va. Per risolvere certi problemi serve un'opera di prevenzione. E' mancato l'ascolto da parte delle famiglie, certe volte si delega troppo». E la polizia cosa può fare? «Facciamo la nostra parte, da tempo il personale dell'Anticrimine va nelle scuole a insegnare la legalità e il rispetto delle regole. Per quanto riguarda i cinesi, poi, c'è un problema in più perché è risaputo che vanno in giro con tanti soldi in tasca e qualcuno ne approfitta». I cinesi sono spesso vittime di reati, ma rappresentano anche una bella fetta nella statistiche degli arresti, a causa della legge Bossi-Fini. Può essere un freno, questo, nello svolgimento della normale attività? «Io dico soltanto che noi abbiamo il dovere di applicare la legge, e rispettiamo il lavoro della Procura». Per contrastare la criminalità cinese servirebbero "antenne" dentro la comunità. Ne avete? «E' un lavoro difficile, ma qualcosa sta cambiando, si nota una maggiore apertura. Sono convinto che il nostro lavoro nelle scuole darà buoni risultati». «Anche per quanto riguarda le nostre indagini - aggiunge Nannucci - qualcosa si sta muovendo, c'è più collaborazione». Ci sono state tre rapine in meno di due settimane ai tassisti. Come si rimedia? «Ho intenzione di incontrarli per trovare delle soluzioni. Le telecamere sui taxi possono rappresentare un deterrente, comunque non ci dimentichiamo che nelle grandi città, vedi New York, c'è un vetro divisorio per separare il conducente dal passeggero». L'utilizzo dell'esercito per l'ordine pubblico ha fatto discutere. Secondo lei è utile? «Su questo non posso entrare in considerazioni politiche, mi allineo, semmai faremo un bilancio a fine mandato». Le risorse umane e di mezzi sono sufficienti per contrastare la criminalità? «Ogni aiuto è ben accetto, anche se va coordinato. Sui mezzi direi che bastano, c'è attenzione da parte del Ministero per Prato. E comunque noi ci organizziamo per far fronte alle esigenze, non siamo abituati a lamentarci. Qui poi ho trovato dei veri professionisti, che non si risparmiano, dal primo all'ultimo. Siamo una Questura di serie C che lavora come una di serie A». Funziona il coordinamento coi carabinieri e le altre forze dell'ordine? «Direi proprio di sì. Ho grande stima per il colonnello Mazza, così come del prefetto Federico, e anche nelle indagini sul duplice omicidio di via Strozzi la sintonia è stata ottima (il vice questore Nannucci annuisce, ndr)». In sostanza, qual è la priorità di questi giorni? «Il contrasto ai reati contro il patrimonio - risponde Nannucci - E' un'emergenza quotidiana». «E la risposta è la prevenzione - sostiene Cerulo - La presenza sul territorio. A me viene naturale, sono un "questore poliziotto" innamorato del suo lavoro».
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