Sicurezza
Pronto il decreto per le aree di crisi Prato tra le prime quattro città
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Pronto a tempo di record il decreto sulle aree di crisi, ultimato dagli uffici del ministero dello Sviluppo economico proprio ieri e già depositato sulla scrivania del ministro Paolo Romani. E' il deputato Pdl e coordinatore provinciale Riccardo Mazzoni a non nascondere la soddisfazione. «Il decreto - dice - potrebbe essere firmato già domani (oggi ndr) al ritorno del ministro da Berlino dove si trova assieme a Berlusconi». L'altra novità riguarda la posizione di Prato. Pare sia stata inserita tra le prime quattro città la cui industria necessità di sostegno, assieme a Massa Carrara, Biella e Marghera. Se l'iter del decreto dovesse mantenere lo stesso passo di marcia, a Prato potrebbe arrivare in tempi stretti un sostanzioso pacchetto di milioni. Pare infatti che Invitalia, l'agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa che agisce su mandato del governo, abbia già pronti circa 25 milioni di euro per l'area di Prato. Milioni che andranno a sostenere quelle imprese in crisi e in via di ristrutturazione tra le quali certamente potrebbe entrare anche il gruppo Sasch. Che in questo caso, non c'è dubbio, farebbe la parte del leone. Il decreto sulle aree di crisi ha messo la "quinta marcia" negli ultimi mesi - la vicenda è partita poi si è arenata l'anno scorso quando fu chiesto anche dal Partito democratico - anche grazie alla richiesta presentata in deroga (perché è mancata la convocazione della conferenza Stato-Regioni) dall'assessore regionale Gianfranco Simoncini. E' stato questo il passo che ha consentito di sbloccare il meccanismo. Resta ancora da capire - se il decreto procederà - a quale istituzione arriveranno i milioni di euro e chi li smisterà. Con ogni probabilità si procederà in accordo con la Regione che potrebbe avere un ruolo decisivo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google