Il Tirreno

Prato

La Coop viaggia a gonfie vele ma i negozianti attendono il definitivo decollo della cittadella commerciale

Parco Prato, un sogno incompleto

Sara Camaiora
In crescita il numero di clienti del Parco Prato e di Omnia Center
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In crescita il numero di clienti del Parco Prato e di Omnia Center

Diversi fondi ancora vuoti, traffico caotico e mancanza di bus

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 PRATO. Un centro in fase di crescita con un supermercato forte di ottimi risultati e un parco di negozi che piano piano stanno gudagnando visibilità. Se infatti il supermercato Coop di Parco Prato ha in vista la stabilizzazione di 47 precari nessuno per il momento assume tra gli esercizi commerciali esterni. E se il bilancio di circa un anno e mezzo di attività è tutto sommato positivo, c'è comunque chi attende ancora un deciso balzo in avanti e chi, invece, ha deciso di chiudere i battenti. Situazione simile all' Omnia Center che da centro d'intrattenimento sta aspettando di diventare anche centro per lo shopping. Nota dolente per tutti, un servizio di autobus carente, motivo questo di una raccolta firme di dirigenti e lavoratori presentata lo scorso luglio in Comune che però non ha avuto riscontro positivo. I negozi di Parco Prato. Soddisfatte dell'incremento realizzato durante le feste e con i saldi Giulia Migliorati, direttrice di Yamamay e Roberta Taccola della gioielleria Fabiani, che segnala «alcuni disagi nel weekend della nevicata, il parcheggio è stato ripulito troppo tardi». Sperava qualcosa di più Sonia Bottari di Nara camicie che riguardo al centro ha la sua opinione: «Mancano firme di richiamo per i giovani, c'è una clientela troppo anziana e noi per la nostra tipologia di prodotti ne risentiamo». Fiducioso in un futuro sviluppo del centro Sergio Signorini, responsabile dell'ottica Invista. «Per essere un centro con pochi negozi funziona bene».- fa presente- «Si spera venga completato quanto prima così potremo fare un vero e proprio bilancio». Ha invece chiuso da dicembre la Sanital Ortopedia. «Dovevano realizzare degli studi medici ma la Asl ha poi dichiarato inidonei i locali».- spiega Piero Santini, uno dei titolari-«Questo ci ha penalizzato visto che vendiamo grazie alla ricettazione degli specialisti». Linda Milanesi, titolare del forno Belli, parla di «un bacino d'utenza un pò limitato per tanti centri commerciali: dopo questo, Sesto e Campi ora è stato aperto a Montemurlo, inevitabile che venga meno gente».  Gli esercizi di Omnia Center. Se non si lamentano i lavoratori di Burger King, dove l'affluenza di una clientela molto giovane è ormai una costante, non si sbilanciano gli altri locali. «L'afflusso di clientela è dipendente dal cinema».- spiega Walter Cappellini, titolare del ristorante Il Porcellino- «Il nostro poi è un caso un pò particolare perchè offriamo una ristorazione diversa da quella dei centri commerciali. Non c'è inoltre un'ottima sinergia tra noi e il Parco Prato, sarebbe eccellente crearla». «I risultati di presenze sono abbastanza positivi, anche se è sempre un discorso serale, legato al cinema».- fanno presente Rosario Sorrentino e Salvatore Scotto responsabili di Rosso Pomodoro- «Siamo un po' penalizzati dal centro incompiuto e dai cattivi collegamenti: a volte abbiamo anche problemi ad arrivare noi che ci lavoriamo». Ottimista Paolo Varchi, responsabile dell'omonimo negozio di parrucchiere. «La struttura garantisce benessere a tutta la famiglia».- sostiene- «Speriamo di sfruttare anche la superficie mancante per creare negozi».

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