Il Tirreno

Prato

«Il Comune faccia la sua parte»

Caso Cap: l'assessore provinciale Napolitano contrattacca

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 PRATO. Acque agitate e rimpalli di responsabilità sull'ipotesi di tagli al personale della Cap. «La Provincia è stata fin dal primo momento dalla parte del Trasporto pubblico locale, che considera un servizio essenziale e strategico per la mobilità in tutto il territorio - afferma l'assessore provinciale Antonio Napolitano - Abbiamo lavorato e vogliamo lavorare perché la gente prenda il bus e lasci l'auto a casa. Attucci, Mazzoni, ma anche Caverni devono dire voce alta e dimostrare con i fatti che sono d'accordo».  «Il Comune di Prato - prosegue Napolitano - deve riconfermare le stesse risorse finanziarie degli anni scorsi, così come hanno già fatto la Provincia e tutti gli altri Comuni, e soprattutto fare scelte chiare a sostegno del trasporto pubblico. Aprire il centro storico alle auto e non assegnare le corsie preferenziali per i mezzi pubblici significa dire alla gente che l'auto è meglio». «La Provincia non è certo latitante - aggiunge deciso Napolitano - ma attore principale al tavolo della Regione insieme alle altre Province e Comuni capoluogo. La partita vera però la giocheremo nel 2012 con la gara unica regionale».  «La verità sul trasporto pubblico locale è un'altra - aggiunge il consigliere regionale Pd Fabrizio Mattei - il governo nazionale ha lanciato il sasso dei tagli e ora si vuole nascondere la mano, provando a ribaltare sulla Regione responsabilità che non ha. La Toscana, al contrario, ha arginato la scure di Roma e ha reperito 188 milioni di euro, distribuiti alle province, che riusciranno a garantire il servizio per il 2011. Non solo: la Regione ha previsto un ulteriore fondo di 5 milioni di "premialità" per quelle Province che saranno state particolarmente virtuose nella gestione delle risorse, quindi soldi che, presumibilmente, potranno arrivare anche a Prato. Ma il punto vero è che altre risorse per i prossimi anni non ci saranno e quindi il 2011 dovrà essere, giocoforza, l'anno della riforma e del confronto sul trasporto pubblico».  Per la Fit Cisl è «assolutamente incomprensibile che si continui a parlare di tagli al trasporto pubblico locale in una realtà come Prato. Oltre a condannare fermamente la scure sui lavoratori, che sono in Toscana quelli che hanno il più alto livello di produttività, (alla Cap si parla di probabili 40 esuberi), per la nostra organizzazione sindacale non è accettabile il danno sociale che si presenta alla città di Prato con questi tagli. Come possiamo accettare che detto taglio avvenga in modo lineare in tutto il territorio regionale ed in tutte le aziende toscane non tenendo assolutamente conto di quello che fino ad oggi è stato fatto da quest'ultime? A Prato abbiamo un'azienda che non ha mai pesato sui bilanci pubblici».

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