Gioco
DA ANNAPURNA
La collezione di maglie racconta uno stile di vita
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Aida Barni (Annapurna) con un modello che indossa un suo maglione 2 MINUTI DI LETTURA
FIRENZE. Annapurna torna al passato. E lo fa rivisitando, per i propri capi di maglieria, trecce e intrecci. Maglie simili a quelle che facevano le nostre nonne ma morbidissime, perlopiù in cachemire, e leggerissime al tatto. Quasi impalpabili. Una tendenza moda ma non solo. «Stiamo cercando di salvare il made in Italy - spiega l'anima dell'azienda Aida Barni - perché crediamo che sia la nostra forza e quella di tutte le aziende come noi. Un modo di lavorare che rischia di scomparire: prima avevamo tanti artigiani che, con aziende familiari e macchinari forniti da noi, producevano capi bellissimi. Adesso produciamo quasi tutto nelle nostre fabbriche di Prato e Perugia perché queste professionalità si stanno perdendo. Ed è una perdita enorme per il nostro distretto e per la nostra capacità di produrre maglie di altissima qualità». Per Barni le trecce sono ancora qualcosa in più. «Credo che dovremo educare i consumatori a scelte diverse. A premiare la qualità perché alla fine ripaga. E le maglie così vicine a quelle che indossavamo un tempo ci racconta di quanto sarebbe importante anche cambiare stile di vita. Dovremmo tornare indietro nel tempo, tornare ad avere meno cose ma più di qualità. Ad avere attenzione per l'ambiente, per quello che ci circonda. A indossare ma anche ad alimentarci con cose buone, sane, genuine. Solo così potremo vivere un futuro migliore». Un messaggio che da Annapurna, un satellite di aziende che occupa più di cento persone, lancia. Con la sua nuova collezione. I.R.
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