Sicurezza
L'ultima plissettatura salvata con due lauree
Ba. Bu.
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Matteo e Marco Menichelli con i loro prodotti. A dx. lesterno della ditta I fratelli Menichelli hanno deciso di riprendere l'azienda di famiglia
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PRATO. Una laurea non basta, talvolta ce ne vogliono due per agganciare la ripresa. Sono quelle in Economia e commercio dei fratelli Marco e Matteo Menichelli, subentrati al "timone" della plissettatura Rosalba, piccola azienda di rifinizione fondata nel 1977 dalla madre. Nessuno dei due, oggi, rimpiange di aver fatto questa scelta, nonostante un titolo di studio che dà accesso a professioni generalmente più ambite tra i neolaureati. «Si crede che basti saper lavorare il tessuto per mandare avanti un'attività del genere, mentre, invece, saper amministrare una società e gestire i conti è altrettanto importante», dice Marco, 39enne, fratello maggiore di Matteo (35) che aggiunge: «E' per questo che rifarei l'università anche se tornassi indietro». Con l'ingresso della seconda generazione in azienda è arrivata anche una ventata di modernità: «Abbiamo rinnovato il parco macchine, ampliato le tipologie di lavorazioni e diminuito la quantità di produzione giornaliera a favore della varietà dei prodotti in offerta. Gli investimenti sono stati importanti e preferiamo aspettare prima di traslocare in un capannone più grande anche se ce ne sarebbe bisogno». Intanto, un primo record è stato involontariamente messo a segno: la plissettatura Rosalba è l'unico anello della catena produttiva rimasto a rappresentare la categoria. «Il nostro è sempre stato un comparto di nicchia - spiega Matteo - ma dopo la crisi siamo rimasi gli unici a fare questo tipo di lavorazione». E nel confronto tra confezioni e lanifici il fatturato dell'azienda pende a favore dei secondi. Questo perché «si riesce a vendere il plissettato a un prezzo accessibile laddove molti produttori di tessuti sono diventati converter di stoffe basiche importate dalla Cina». La Plissettatura Rosalba è un'azienda ben strutturata, anche se si stiamo parlando di una piccola impresa artigiana che conta solo tre dipendenti oltre ai soci (la madre dei fratelli Menichelli, che ha fondato l'azienda, ha mantenuto una quota minoritaria del 10%). In oltre trent'anni di attività, c'è stato solo un momento in cui l'attività ha cominciato a scricchiolare: era a cavallo tra la fine degli anni Novanta e il Duemila. «In quel periodo, mentre studiavo, cominciai a dare una mano a mia madre in azienda - racconta Matteo - e qualche anno dopo si è aggiunto mio fratello maggiore che nel frattempo lavorava come ragioniere alla Santo Stefano». «Nel 2007 - aggiunge Marco - lasciai la rifinizione per entrare in società con mio fratello con la "benedizione" di Renato Cecchi, (titolare della Santo Stefano ndr) che appoggiò la mia scelta di mettermi in proprio».
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