Il Tirreno

Prato

A cena insieme dopo 45 anni

Alessandro Pattume
A destra i 31 bambini, classe 1966, con suor Zafferina, che hanno frequentato la prima elementare all’istituto Sacro Cuore A sinistra, gli ex alunni che si sono ritrovati alla cena al circolo Le Ginestre
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A destra i 31 bambini, classe 1966, con suor Zafferina, che hanno frequentato la prima elementare all’istituto Sacro Cuore A sinistra, gli ex alunni che si sono ritrovati alla cena al circolo Le Ginestre

Rimpatriata degli ex compagni di classe

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 MONTEMURLO. Ritrovarsi 45 anni dopo: un po' per curiosità e un po' per nostalgia. E' quello che è successo il mese scorso agli alunni prima elementare, anno scolastico 1966/67, dell'Istituto Sacro Cuore di Montemurlo. L'idea è venuta al montemurlese doc Gianfranco Bartolini, 51 anni, che ha subito coinvolto il vecchio compagno di classe Venerino Lo Cicero, titolare del negozio di telefonia Ellevu in via Udine. «Ci eravamo lasciati da ragazzi e tra una cosa e l'altra non c'è mai stata l'occasione di organizzare una rimpatriata - spiega Bartolini - e così ci siamo ritrovati a cena e nel frattempo a molti sono venuti i capelli grigi, per non dire bianchi, e c'è qualcuno che addirittura non si ricordare dei propri compagni di classe».  Quella diretta con polso di ferro da Suor Zefferina era una classe composta da 31 bambini. Qualcuno non c'è più, altri, come Patrizia Melani, non hanno potuto partecipare alla cena per impegni di lavoro oltre oceano. «Ci abbiamo messo quindici giorni per rintracciare la maggior parte dei nostri compagni di classe - spiega Gianfranco Bartolini - due si sono trasferiti a Castelfiorentino ma la maggior parte vive ancora a Montemurlo e dintorni. E' stato abbastanza facile».  Una serata di festa al circolo "Le ginestre" di Montemurlo per una classe di nuovo unita dopo 45 anni. «Suon Zefferina venne richiamata alla casa madre di Forlì molti anni fa» spiega Bartolini, che porta un ricordo preciso della severità con cui la suora dirigeva le lezioni. «All'epoca le suore usavano le canne di bambù e nonostante la mia statura mi facesse occupare sempre i banchi in fondo alla classe - racconta infatti il promotore della rimpatriata - non so quante volte dalla cattedra Suor Zefferina mi abbia battuto in testa con la canna per farmi stare attento. Effettivamente - conclude - a me piaceva molto guardare fuori dalla finestra».

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