Il Tirreno

Prato

Braccio di ferro tra insegnanti

Ragazzi in classe durante una lezione
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Ragazzi in classe durante una lezione

La prof di lettere accusa gli ex colleghi di falso e abuso

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 PRATO. Un'insegnante di lettere giudicata troppo severa da alcuni suoi alunni e da certi suoi colleghi, che secondo la Procura avrebbero ordito una sorta di complotto per metterle i bastoni tra le ruote. Sono gli ingredienti di un singolare processo in corso di svolgimento davanti al Tribunale presieduto da Ettore Nicotra.  Il processo è entrato nel vivo ieri con il controesame della professoressa Rossana Cavaliere, adesso in servizio al Liceo scientifico Gramsci-Keynes ma all'epoca dei fatti (era il 2004) in forza al Liceo scientifico Copernico.  Sul banco degli imputati siedono la preside del Copernico, Lucia Napolitano, e quattro docenti, Patrizia Russi, Giacomo Bini, Saura Lascialfari e Alina Carbone, difesi da Roberto Montini, Gianfranco Nesi, Massimo Pagnini e Paolo Cappelli, accusati a vario titolo di falso materiale e ideologico, abuso d'ufficio e omissione d'ufficio.  Il processo è nato in seguito a un esposto presentato nel luglio del 2005 dagli avvocati Costanza Malerba e Federico Febbo per conto della professoressa Cavaliere, che l'anno prima era stata oggetto di un'ispezione dell'Ufficio scolastico regionale che si concluse senza alcun addebito.  A sollecitare l'ispezione, sostiene la professoressa di lettere, erano stati i suoi stessi colleghi, che avrebbero falsificato il verbale di un consiglio di classe della III Hs, il 7 maggio del 2004, facendo figurare che il documento fosse stato approvato dall'insegnante, cosa che lei nega.  Insomma, uno scontro tra colleghi nel contesto di due visioni della didattica diametralmente opposte: da una parte quello della professoressa Cavaliere, descritta come abbastanza severa e puntigliosa, contrapposto a quello degli altri, più tolleranti con gli studenti. Se fosse in effetti così, non sarà il processo a dirlo. I giudici si dovranno limitare a stabilire se qualche torto è stato fatto alla professoressa Cavaliere.  All'origine del braccio di ferro c'erano anche le insistenti lamentele dei genitori di un alunno entrato in rotta di collisione con l'insegnante. I genitori si sarebbero rivolti ripetutamente alla preside Napolitano per "ammorbidire" l'atteggiamento della prof di lettere.  Il consiglio di classe del 7 maggio 2004 si trasformò secondo l'insegnante in una sorta di processo nei suoi confronti e il verbale, che la preside, sostiene la professoressa Cavaliere, le impedì di leggere, servì poi per sollecitare l'ispezione. Tra le accuse contestate agli imputati dalla Procura c'era anche il tentativo di convincere un paio di studentesse a parlare male della loro insegnante. Una di loro, che si rifiutò, testimonierà alla prossima udienza. Ieri invece sono stati ascoltati altri insegnanti, che però non hanno portato elementi decisivi per capire se la professoressa Cavaliere sia stata davvero perseguitata senza motivo dai suoi colleghi.

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