La manifestazione
Una giunta senza progetti
Giovanni Ciattini
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Ilaria Bugetti Il segretario Pd boccia l'operato di Cenni
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PRATO. Un'idea su quanto sta accadendo all'interno della maggioranza di centrodestra che governa la città il segretario del Pd, Ilaria Bugetti, ce l'ha. Ed è abbastanza chiara: «Si stanno spartendo le poltrone. E' in corso un riassetto politico tra vecchi e nuovi poteri». C'è chi accusa, fra i partiti che lo sostengono, che Roberto Cenni sia un sindaco troppo "civico" e poco politicizzato. Lo pensa anche lei? «E' tutt'altro che civico. In un momento in cui in Italia c'è l'attacco generalizzato alla politica vestire l'abito della civicità può attirare simpatie. Ma Cenni non è un sindaco civico e non significa nulla il fatto che al vertice delle società partecipate ci sia soltanto un politico (Luchetti, ndr) perché piazzarci gli amici non è segno di democrazia ma solo l'espressione di un potere che non si sa dove stia. Si entra in un ambito di interessi gestiti fuori dalla sede istituzionale: il consiglio comunale». In un momento di apparente debolezza del sindaco lei ha rilasciato, alcuni giorni fa, un'intervista che sembrava una sorta di mano tesa verso Cenni. In cambio della sopravvivenza del Consiag si era detta disposta ad accettare il passaggio della presidenza a Prato: la pensa sempre allo stesso modo? «No, in assenza di proposte precise sulle partecipate (Asm, Sori e Gida), per esempio) non se ne parla nemmeno. Prima si deve fare chiarezza e tutte le delibere su Consiag devono essere ritirate. Ma il pensiero del sindaco nessuno lo conosce. Alla mia proposta non ho ricevuto alcuna risposta. Ma non l'ha avuta nemmeno il presidente Rossi sul progetto per Prato. Né da Cenni né dal sindaco-ombra». Sindaco-ombra? «Sì, Riccardo Mazzoni. Sembra che ci sia lui dietro a tutte le manovre». Qualche maligno accusa il Pd di essere troppo blando nei confronti del sindaco: in caso di difficoltà sareste disposti ad appoggiarlo? «Da noi, almeno per adesso, questa maggioranza non avrà alcun sostegno. Come dicevo prima vi sono molte cose che devono essere chiarite. E poi vi sono aspetti sostanziali: ma questa maggioranza si sta accorgendo che la città non è interessata alle richieste di posti in giunta di Futura e libertà ma aspetta risposte chiare sul proprio futuro? Capisco che il sindaco possa essere distratto dalle vicende della sua azienda, ma allora bisogna capire se vuole governare la città o vuole stare dietro ai problemi della Sasch. Vi sono centinaia di aziende che avrebbero bisogno dello stesso trattamento ricevuto dalla sua azienda». Vi ha sorpreso l'atteggiamento tenuto in Regione dal sindaco Cenni quando si è presentato nella doppia veste di sindaco-imprenditore? «No, certo è stata una situazione imbarazzante. Forse il sindaco non si rende conto che rappresenta un'istituzione e che si rischia di spalmare il debito Sasch sulla città». Che cos'è che più non la convince della giunta Cenni? «La mancanza di progetti: come segretario del Pd attendo di conoscere quali siano le idee in campo sociale, economico, occupazionale. E' una giunta incapace di scegliere. Anche nel nuovo piano strutturale non vi sono scelte. Si preoccupano di rincorrere situazioni passate (cartolarizzazioni e Swap) dimenticandosi di amministrare. Facendo così la città resta ferma e i cittadini non hanno un futuro a cui guardare. Chi si occupa dei cassaintegrati? E dei giovani? Perché il sindaco non dice nulla su come cambierà il trasporto pubblico in mano ad una delle poche aziende che non ha indebitamento? Perché non teniamo nel giusto conto delle eccellenze che abbiamo in casa? Penso alla Cap ma anche al Consiag, un'azienda competitiva capace di stare sul mercato». Alberto Magnolfi, forse pensando a "Prato incontra", ha elogiato la capacità del sindaco Cenni di dialogare coi cittadini. «Sono degli show in cui si vende fumo. Dietro non c'è nulla perché non ci sono fatti concreti da presentare. La gente si sente presa in giro. Ma perché non incontra i comitati? Perché non va nelle periferie?».
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