Il dolore
La bottega aprì nel 1910 in via Muzzi e ancora si vendono copricapi
Tanto di cappello, signora Teresa
Ma.La.
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Fulvia Leone nel negozio con linsegna del centenario 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. "C" come cappello. E come cento anni. La ricorrenza dell'anniversario è impressa nella grafica delle borse di carta con cui i clienti escono dal negozio. Basta quello: in tempi di crisi, c'è poco da festeggiare. Un po' per scaramanzia, meglio non gioire troppo del traguardo. Ma raggiungere i cento anni, tra i negozi, non è da tutti. All'alba del 2011, la cappelleria Teresa è entrata in un nuovo secolo: uno è già trascorso, dal 1910. «Prima eravamo al numero 12», racconta Teresa, 50 anni della sua vita a consigliare i clienti su cosa mettersi in testa. E poi guanti e sciarpe, il tutto per impreziosire il look dei pratesi, oggi come ieri. La proprietà del negozio è intestata alla figlia Fulvia Leone, che dà una mano nell'attività di vendita. Alla domanda da quanto tempo vende cappelli, la signora Teresa, di origini siciliane e molto gentile nei modi di fare, scuote la testa. «Lasciamo perdere. Ero talmente affezionata a questo lavoro che alla morte del titolare, nel 1978, decisi di rilevarne l'attività (Borsalino, ndr)». In un venerdì mattina come tanti, una cliente affezionata le chiede consigli e anche un po' di sconto sul cappello su cui ha buttato gli occhi. «Sono cento anni che non li facciamo», ironizza Teresa. Pazienza. In fondo, la cappellaia siciliana, pratese d'adozione, sa come trattare bene le sofisticate signore pratesi che vengono qui. Per questo, alla fine, la cliente in cerca di sconti e consigli, quel cappello se lo porterà a casa. «Stiamo inoltre diversificando - aggiunge la figlia Fulvia - specializzandoci in articoli per i teatri e le scuole di ballo».
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