La manifestazione
Sotto tiro Bernocchi e Bettazzi
Cristina Orsini
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Il sindaco Roberto CenniTensioni nella maggioranza, la Lega difende il sindaco e attacca gli ex An
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PRATO. Bufera politica passata? «Si vedrà». Perché nella maggioranza in Comune dopo il vertice di venerdì convocato dopo le dichiarazioni del capogruppo Fli Federico Lorusso, che ha minacciato di sfiduciare il sindaco sulla questione partecipazione e nuovi assetti, la calma è solo apparente. E non poteva essere altrimenti. Ad attendere le mosse future del sindaco è Riccardo Bini, consigliere Fli. «Il punto d'incontro - spiega - si è trovato sulla promessa della creazione di un tavolo, con Cenni, giunta e maggioranza, nel quale condividere scelte e prendere decisioni». Nessuno dei tre consiglieri Fli - pare di capire - abbia l'intenzione di spaccare definitivamente («confermiamo - dice Bini - l'appoggio al sindaco») ma, altrettanto, l'impressione è che il sostegno da qui in avanti avrà comunque un costo. «Ed è falso - aggiunge il consigliere - che si sia posto un problema per avere una "poltroncina". Quello che vogliamo è una discontinuità vera rispetto al governo delle sinistre e un maggiore coinvolgimento». Il riferimento di Bini, supportato da una nota di Carlo La Vigna, terzo esponente Fli, è ai commenti dell'eurodeputato Claudio Morganti, entrato a gamba tesa nel contrasto. «Morganti - scrive La Vigna - è segretario regionale Lega e parlamentare europeo, ovvero uno che di "poltrone" se ne intende. Ora, che ad ogni occasione si prenda la briga di fare il moralista nei confronti di Fli, mi pare istrionico». Lite a distanza che non rasserena. Perchè, se è vero che Morganti, con i segretari provinciali e cittadino Federico Tosoni e Leonardo Soldi, fa scudo al sindaco, è anche vero che qualche rimostranza ha titolo per farla. Come è accaduto nel summit dell'altro giorno, quando la Lega (presenti Tosoni, Soldi e il capogruppo Emilio Paradiso) un paletto l'ha messo: «Se si parla di posti - hanno replicato a Fli - beh, allora mettetevi in fila». «Ma a noi delle poltrone - aggiunge Morganti - interessa poco. Quello che vogliamo è che gli assessori lavorino bene e che i cittadini siano contenti. Purtroppo non sempre accade». Sì, anche la Lega qualche mal di pancia ce l'ha. «E non abbiamo nessuna intenzione di restare zitti - aggiunge l'eurodeputato - Mi risulta che un assessore partecipi molto poco alla vita amministrativa e che si sia preso un mese di ferie mentre tutti gli altri sono rimasti a casa (Bernocchi ndr). Ma è arrivato il momento anche di sollevare la questione dell'imparzialità del presidente del consiglio (Bettazzi ndr) - continua - che cestina i question time e gli ordini del giorno della Lega senza motivo o quando non gli piacciono». L'affondo di Morganti al drappello ex An del Pdl potrebbe trovare qualche sostenitore anche tra le schiere di ex Forza Italia. Ma l'ordine di scuderia Pdl, inderogabile, ora è fare quadrato.
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