Il Tirreno

Prato

Via Melis, la rivolta dei commercianti «Ci fate chiudere»

Valentina Ceccatelli
Gabriele Guarini, meccanico in via Melis
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Gabriele Guarini, meccanico in via Melis

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PRATO. Fioccano le proteste per la chiusura di via Melis. Da quando la strada è stata chiusa vicino al cimitero di Chiesanuova, i problemi sono esplosi. Non sono problemi di viabilità, quanto di sopravvivenza: «Sono qui dal 2008 - spiega Giuseppe Aucello, titolare del distributore Esso - Con la strada chiusa non passa più nessuno, prima c'era la fila».  «C'è stata una raccolta di firme - prosegue - avevano promesso che sarebbe cambiato qualcosa finiti i lavori del sottopasso della questura, ma non è servito a niente. L'anno scorso ho chiuso con un passivo di 40.000 euro, quest'anno rischio di fare lo stesso: ho da pagare chi lavora con me e l'elettricità, se continuiamo così rischio di dover tirare giù il bandone. Lavoriamo ancora solo perché questo distributore è servito, non tutti amano il fai da te. Se non avessi assunto un ragazzo, qui i clienti non verrebbero più, ma se si pensa che questo dovrebbe essere un self service e che di notte invece di tenere aperto preferisco chiudere, si rende l'idea della situazione». 

Il signor Aucello non è solo. Nella sua situazione c'è tutta la zona: se prima bastava fare 200 metri per reimmettersi nella circolazione principale, adesso per aggirare la barriera e rientrare in strada si fanno 4 chilometri. La strada è diventata quasi senza sfondo e gli automobilisti preferiscono altri percorsi: tutte le attività sono strozzate. Anche il signor De Grazia, titolare del commercio e riparazione pneumatici di via Melis, si unisce alla protesta di Aucello, e con lui Gabriele Guarini, elettrauto. Lavorano in questa strada dal 1991 e, spiegano, da quando è stata chiusa il lavoro è diminuito del 70%. «Non protestiamo per motivi politici, abbiamo parlato sia con la giunta precedente che con questa - dice il signor De Grazia - e i risultati sono stati gli stessi». O meglio, non ci sono stati. Tutta la strada, che comprende anche un ristorante, un marmista ed altre attività commerciali, attirava clienti da Maliseti e Chiesanuova «Ma da quando via Melis è chiusa abbiamo perso praticamente tutti: vengono solo quelli che sanno già che siamo qui», una versione spietata dell'Isola che non c'è.

La loro richiesta è che l'assessore alla viabilità o il sindaco stesso si occupino del problema per riaprire la strada, magari con una rotonda. Le contraddizioni comunque rimangono, fanno notare. Si fa un gran parlare di inquinamento e si obbligano gli automobilisti a fare un percorso di 4 km invece che di 200 metri; si cerca di ovviare alla crisi lavorativa pratese e si mettono in crisi attività che funzionano per problemi di viabilità; ci si preoccupa del futuro dei giovani e poi si fanno chiudere le imprese che li assumono.

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