Il Tirreno

Prato

«Soldi utili per rilanciare la città»

Barbara Burzi
«Soldi utili per rilanciare la città»

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Salta fuori una lettera indirizzata a Consiag che risale al dicembre 2009. Il governo di centrodestra si è insediato in città da pochi mesi quando l'assessore al Bilancio Adriano Ballerini insieme all'ormai ex ragioniere capo del Comune chiedono - si legge nel documento - di utilizzare entro l'anno l'ultima tranche dei canoni idrici anticipati con l'operazione di cartolarizzazione attivata dalla giunta Mattei (99-2004).

I contenuti di questa lettera riaccendono inevitabilmente la polemica sugli effetti negativi, che proprio secondo lo stesso Ballerini, l'azione di cartolarizzazione e gli Swap avrebbero avuto sul bilancio del Comune. Mattei e Giacomelli non ci stanno e pretendono una spiegazione: «Vogliamo sapere dall'assessore a quale scopo in consiglio spara contro la cartolarizzazione, mentre chiede di utilizzare il denaro di quei canoni che avevamo messo da parte per investimenti futuri. Poiché non siamo a conoscenza di alcun investimento straordinario, vogliamo sapere com'è stato utilizzato quel denaro». Si potrebbe chiamare «operazione verità» quella che ha visto protagonisti l'ex sindaco Fabrizio Mattei e l'onorevole Antonello Giacomelli (vicesindaco nella giunta Mattei) di una manovra di difesa dagli attacchi del Comune circa l'operato delle amministrazioni precedenti. «Assistiamo da tempo, in silenzio, ai continui attacchi della giunta- comincia Giacomelli - adesso è opportuno reagire e ristabilire la verità». La prima questione da tener presente, secondo Mattei, è che allora «c'era bisogno di reperire fondi per i progetti di cui una città come Prato aveva bisogno per fare un balzo in avanti nel panorama nazionale senza, tuttavia, gravare sull'indebitamento». Circa 320 milioni di euro è l'ammontare delle risorse che hanno garantito investimenti a favore di interventi lungo tre direttrici: il miglioramento della qualità della vita (qui rientrano l'opera di sviluppo della rete delle ciclabili, il parcheggio del Serraglio e l'operazione ex Campolmi); l'innovazione dei servizi pubblici (con la messa a gara della gestione delle farmacie mantenendone il controllo); e la riqualificazione del centro storico (ripavimentazione delle strade e restyling di piazza Sant'Agostino).

«L'indebitamento al contempo è sceso da 165 milioni a 140 nel 2006», precisa Giacomelli, all'epoca assessore al Bilancio. Tutto questo, secondo i due ex amministratori, è stato possibile grazie ad alcune scelte precise: «La dismissione della gestione delle farmacie ha portato nelle casse comunali circa 30 milioni di euro - argomentano - altri 62 milioni (al 3,5% di interesse) derivano dalla cartolarizzazione dei canoni idrici, quindi dalla riscossione anticipata di 20 anni di canone che Publiacqua ci deve per la gestione del servizio e di cui avevamo lasciato da parte circa 2,3 milioni di euro; e il restante, dalla ricontrattazione dei mutui». «Anche perché - ricorda Giacomelli - era proprio il ministro Tremonti a dare la possibilità ai Comuni di estinguere senza penali i mutui, che furono convertiti in titoli Swap che oscillavano tra il 2,4% e il 4,4%. Poiché i mutui erano al 6,9%, l'operazione fu considerata vantaggiosa da una commissione tecnica». Quindi Mattei: «E'evidente che questa cortina fumogena sul nostro operato è un'operazione priva di logica tesa a coprire l'assenza di idee e l'incapacità nella ricerca di fondi da parte di questa giunta».

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