Finanza
Fli chiede un posto in giunta
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Il sindaco Roberto Cenni Maggioranza in fibrillazione. Lega Nord: «Il sindaco non ceda ai ricatti»
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PRATO. Saranno fischiate, eccome, le orecchie ieri al sindaco Roberto Cenni. Dalla mattina alla sera è stato un continuo rincorrersi di voci, infondate, di sue dimissioni minacciate o richieste, di pretese di posti in giunta e di pronte repliche a desistere da tali ambizioni. Dimissioni minacciate. Niente di vero, hanno assicurato molti dei presenti all'incontro chiarificatore di mercoledì. In quella sede non avrebbe minacciato di dimettersi come ha scritto ieri l'"Unità". Dimissioni richieste. Anche questa notizia è stata presto smentita. L'equivoco è insorto a causa di un'intervista rilasciata dal capogruppo regionale Pdl, Alberto Magnolfi, all'emittente televisiva Toscana Tv. Qualcuno ha interpretato male le sue parole facendo circolare la voce di una richiesta di dimissioni del sindaco Cenni. «Niente di più falso - replica Magnolfi - nell'intervista ho sottolineato i buoni risultati raggiunti in questa prima parte di legislatura auspicando che nella seconda parte sia rafforzata l'azione strategica della maggioranza. Tra i meriti che vanno riconosciuti alla giunta Cenni c'è il rafforzamento della legalità e del rispetto delle regole, una battaglia non ancora vinta ma che ha già dato ottimi frutti. Nei pratesi sono tornati la speranza e l'ottimismo. A questo aggiungerei anche l'atteggiamento positivo adottato da Cenni nell'ascoltare, nelle più varie forme e modi, la città». E guardando avanti? «C'è da lavorare ancora per il risanamento dell'economia e per portare avanti il piano strutturale». Al sindaco viene rimproverato, da chi lo sostiene, di essere troppo "civico" e poco "politico": e così? «Che fosse un sindaco civico lo sapevamo, lo abbiamo scelto per questo. Ha vinto perché è un sindaco civico, ma ha vinto anche perché è stato sostenuto dal Pdl. Entrambe le cose non vanno dimenticate». Rimpasto di giunta. A chiedere al sindaco Cenni un rimpasto di giunta è stato ieri il capogruppo di Futuro e libertà in consiglio comunale Federico Lorusso: «Vogliamo un riequilibrio della giunta comunale, abbiamo persone di grande valore da spendere per un incarico nel governo della città. Se le cose non dovessero cambiare in fretta - aggiunge - siamo pronti ad agire di consenguenza. Anche se i nostri numeri non bastano ci sentiamo liberi di sfiduciare il sindaco: abbiamo deciso di affermare la nostra posizione politica, a costo di tornare alle elezioni». Affermazioni che hanno sorpreso il sindaco Cenni: «Con molta serenità mi sento di commentare che questo gruppo si dovrà assumere le responsabilità di fronte agli elettori. Io sono stato sempre aperto al dialogo, ma se loro vogliono giocare questo tipo di partita io ne prendo atto». Duro il commento di Claudio Morganti, segretario nazionale Lega Nord Toscana: «Fli antepone i propri interessi personale a scapito di quelli dell'intera città: sono certo che il sindaco Cenni non cederà a tali ricatti». «A quanto mi risulta la posizione ufficiale del Fli pratese non è quella espressa nelle dichiarazioni del capogruppo Lorusso - ha affermato il coordinatore provinciale del Pdl, Riccardo Mazzoni - Se queste fossero confermate, saremmo di fronte a un atteggiamento irresponsabile, partorito da una logica esclusivamente poltronistica del tutto estranea allo spirito che ha animato nel primo scorcio di legislatura tutta la maggioranza che sorregge convintamente la giunta Cenni. E se così fosse meglio arrivare ad un chiarimento definitivo». Chiarimento, in realtà, arrivato in serata con la conferma da parte di Riccardo Bini (Fli) della «piena lealtà» al sindaco Cenni.
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