Il Tirreno

Prato

Falliscono i re delle lavatrici

Paolo Nencioni
L’ingresso del negozio che è rimasto aperto
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L’ingresso del negozio che è rimasto aperto

Bocciato il concordato della Cosci, il giudice stacca la spina

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PRATO. Per lunghi anni, prima dell'avvento dei centri commerciali, è stato il punto di riferimento per i pratesi che avevano bisogno di un frigorifero o una lavatrice. Ora le due società di riferimento del negozio Cosci di via Roma sono fallite. Lo ha deciso nei giorni scorsi il giudice delegato Legnaioli.  Il fallimento riguarda le società "Cosci F.lli snc di Tronconi Iolanda & C." e la "Cosfin snc di Tronconi Iolanda & C.", che deteneva la maggioranza delle quote della Fratelli Cosci, ed è stato esteso ai soci illimitatamente responsabili: i fratelli Roberto e Gianfranco Cosci, entrambi originari di Carmignano, e Iolanda Tronconi.  Il negozio di via Roma 76, però, rimane aperto perché nel frattempo si è proceduto a un affitto di azienda dalla vecchia società alla Concept Store srl che fa sempre capo alla famiglia Cosci (le quote sono equamente divise tra Valentina Cosci e Susanna Mazzi). 

Una procedura, quella dell'affitto, abbastanza comune per le aziende che rischiano il fallimento, e che non dovrebbe dispiacere al curatore fallimentare Francesco Farnetani, alle prese con un passivo di alcuni milioni di euro: in questa maniera i beni che poi dovranno soddisfare le pretese dei creditori si deprezzano in misura minore rispetto al classico fallimento col magazzino di merce invenduta (quando va bene).  La crisi delle due società (Cosci F.lli e Cosfin) non è di ieri. Già il 16 aprile del 2008 il Tribunale aveva aperto una procedura di concordato preventivo per la Fratelli Cosci all'epoca intestata a Roberto e Gianfranco. Ma il 29 luglio del 2009 il concordato non fu omologato e il Tribunale dispose la convocazione dei debitori ai fini della dichiarazione di fallimento. E' passato ancora un anno e qualche mese prima che si arrivasse al fallimento vero e proprio, uno degli ultimi dichiarati nel 2010 e trascritto in questi giorni. 

Nel frattempo però, il 18 ottobre 2009, sono intervenuti due provvedimenti che niente hanno a che fare con la procedura fallimentare: l'interdizione dall'esercizio dell'attività professionale per i due fratelli Cosci, due anni per Roberto, quattro anni per Gianfranco.  Il concordato proposto nel 2008 ai creditori non era nemmeno dei più bassi, tra il 20% e il 30% per i chirografari, ma il problema è che una volta fatti i conti non sono state trovate le risorse necessarie. In particolare sembra che fosse stata fatta una valutazione eccessiva dell'immobile di via Roma, nonostante che la "Cosci F.lli snc" potesse contare su conferimenti per 774.000 euro, almeno sulla carta.  Finisce così la lunga storia delle società a cui faceva riferimento il negozio dove generazioni di pratesi hanno acquistato gli elettrodomestici e in tempi più recenti i telefoni cellulari e pezzi di arredamento di alta fascia. Non finisce almeno per ora la storia del negozio di via Roma, che come detto rimane aperto. La verifica dello stato passivo è fissata per il prossimo 10 marzo.

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