Il Tirreno

Prato

La mia chitarra per il Boss

Barbara Burzi
A sinistra, la chitarra per il Boss Sopra, Fabrizio Paoletti nel suo laboratorio
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A sinistra, la chitarra per il Boss Sopra, Fabrizio Paoletti nel suo laboratorio

Via dal tessile, ora fa il liutaio per i big del rock

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 PRATO. L'operazione di riconversione di Fabrizio Paoletti è riuscita. Nel senso che da addetto alla manutenzione degli impianti elettrici in una ditta pratese è diventato adesso un moderno liutaio lasciandosi alla spalle anche la crisi economica della città.  E ora, grazie al suo nuovo lavoro, un pezzo di Prato andrà in tour mondiale con Bruce Springsteen, per cui ha realizzato una chitarra in esclusiva. «Si tratta di un dono che ho voluto fare a uno dei miei miti- racconta Paoletti - tramite un amico che conosce bene il menager di Bruce, Jon Lanadau, ho chiesto se gli avrebbe fatto piacere ricevere questo regalo da parte mia e la risposta che ho avuto è stata positiva». In un magazzino di Montemurlo trasformato da cinque anni in laboratorio artigianale, ha preso forma "Nancy",la chitarra ideata per il Boss. «Non è uno strumento qualsiasi, ma un concentrato di storia e toscanità - dice - Il corpo della chitarra è realizzato in legno di castagno ricavato da un tino di circa 150 anni e appertenuto da sempre alla mia famiglia, che lo usava per il mosto. Il risultato finale ha un aspetto vissuto, marrone come le tavole di legno scurite dal vino che negli anni hanno assorbito». La consegna è avvenuta a novembre, durante il tour italiano del Boss, anche se lo strumento è stato fatto recapitare direttamente Oltreoceano. «Sul manico realizzato in legno d'acero europeo - continua - gli ho fatto incidere a laser il suo nome ripreso dall'autografo stampato sul primo album del 1973. Non mi aspettavo una sua risposta e invece, poco prima di Natale mi ha fatto una sorpresa...». A riscaldare una fredda mattina di dicembre è stata l'emozione per un biglietto di ringraziamento trovato nella posta: «Fabrizio, grazie per la bellissima chitarra, una vera opera d'arte, ne avrò molta cura». Firmato Boss Bruce Springsteen.  Non è la prima volta che il luitaio viene contattato dai big del rock. Di recente le sue chitarre fatte a mano sono finite sui palchi di mezzo mondo sotto braccio a Maurizio Solieri, storico chitarrista di Vasco Rossi, a Mario Scilarò, da sempre a fianco di Zucchero e a Federico Poggipollini della band di Ligabue. Tutti catturati dalla manualità di Fabrizio Paoletti, capace di plasmare il legno a proprio piacimento e usare i fili elettrici con destrezza: tra i famosi è iniziato un passaparola che potrebbe portare a Prato altri nomi altisonanti del rock. «Non rimpiango di aver lasciato il tessile e non sopporto gli imprenditori che si piangono addosso - dice - la crisi mi ha costretto a riorganizzare la mia vita e anche se inizialmente di legno e di costruzione di chitarre non sapevo niente, mi sono messo a studiare da zero sfruttando la mia passione per la musica. Adesso che stanno arrivando i primi riconoscimenti posso dire con una punta di soddisfazione che non ritornerei mai al vecchio lavoro».

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