La manifestazione
La crisi c'è ma in cucina non si vede
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Giuseppe Chiesi2 MINUTI DI LETTURA
POGGIO A CAIANO. Il termometro della crisi si chiama Giuseppe Chiesi, 57 anni di cui gli ultimi 15 trascorsi a fare l'agente di commercio di prodotti alimentari e di vino di alta qualità. Dalle sue mani transitano solo eccellenze e prelibatezze di nicchia destinate a oltre trecento clienti tra ristoranti, enoteche, macellerie e gastronomie toscane anche se non mancano commesse in Olanda e in Liguria.
Di conseguenza intercetta i cambiamenti del mercato prima che si manifestino al consumatore. In questo periodo natalizio ad esempio l'alimentare ha registrato un bell'incremento. «I regali di gastronomia sono andati per la maggiore - spiega Chiesi - e nelle ceste natalizie è stato inserito qualche prodotto alimentare in più al posto delle bottiglie di vino. Esigenze di risparmio probabilmente». Di pasta di qualità fatta in casa né ha venduta ben 100mila euro. Bene anche la cioccolata e i sughi pronti. A fare il botto è stato il "Pan briacone", dolce particolarissimo fatto a Montevarchi che spopola. «Ne ho venduto 80mila euro, il 50% in più del 2009 che già aveva registrato un incremento del 30%. A un certo punto è diventato introvabile». Segno che il cliente cerca prodotti di qualità e non dozzinali. Per "Il Conte" poggese è questo il segreto del suo successo. «Prendiamo per esempio il vino. Sono riuscito ad aumentare le vendite del 20% lungo tutto l'anno grazie a qualità e ad un servizio che si adegua alle esigenze del cliente. Ormai né i ristoranti né le enoteche comprano grandi quantità di vino per via della crisi. C'è chi ne vuole sei e chi dodici e poiché le aziende non vendono partite così piccole, compro io all'ingrosso e rivendo ai miei clienti grazie ad un piccolo magazzino che ha aperto qui al Ponte all'Asse. A Natale le vendite di vino si attestate sui livelli dello scorso anno, ma durante l'anno ho incrementato del 20%.
L'importante è vendere qualità. Il vino del piccolo podere Allocco di Carmignano ad esempio, è andato a ruba e ora mi sono rimaste 30-40 bottiglie che mi devono bastare fino a settembre. Vanno peggio il Brunello, il Gallo Nero e i vini non toscani come quelli siciliani. In generale i blasonati che costano cari. Sono stati sostituiti da un prodotto che ha un rapporto qualità prezzo alto come il Carmignano e il prosecco Malibran. Non male il vermouth di Prato». Nella collezione di perle rare del conte ha appena fatto il suo ingresso anche la birra. Non una qualunque. Il birrificio Squilloni di Cafaggio che presto aprirà un'azienda agricola per avere materie prime a disposizione per il birrificio. Per l'andamento delle vendite dovremo aspettare altri 12 mesi.
Di conseguenza intercetta i cambiamenti del mercato prima che si manifestino al consumatore. In questo periodo natalizio ad esempio l'alimentare ha registrato un bell'incremento. «I regali di gastronomia sono andati per la maggiore - spiega Chiesi - e nelle ceste natalizie è stato inserito qualche prodotto alimentare in più al posto delle bottiglie di vino. Esigenze di risparmio probabilmente». Di pasta di qualità fatta in casa né ha venduta ben 100mila euro. Bene anche la cioccolata e i sughi pronti. A fare il botto è stato il "Pan briacone", dolce particolarissimo fatto a Montevarchi che spopola. «Ne ho venduto 80mila euro, il 50% in più del 2009 che già aveva registrato un incremento del 30%. A un certo punto è diventato introvabile». Segno che il cliente cerca prodotti di qualità e non dozzinali. Per "Il Conte" poggese è questo il segreto del suo successo. «Prendiamo per esempio il vino. Sono riuscito ad aumentare le vendite del 20% lungo tutto l'anno grazie a qualità e ad un servizio che si adegua alle esigenze del cliente. Ormai né i ristoranti né le enoteche comprano grandi quantità di vino per via della crisi. C'è chi ne vuole sei e chi dodici e poiché le aziende non vendono partite così piccole, compro io all'ingrosso e rivendo ai miei clienti grazie ad un piccolo magazzino che ha aperto qui al Ponte all'Asse. A Natale le vendite di vino si attestate sui livelli dello scorso anno, ma durante l'anno ho incrementato del 20%.
L'importante è vendere qualità. Il vino del piccolo podere Allocco di Carmignano ad esempio, è andato a ruba e ora mi sono rimaste 30-40 bottiglie che mi devono bastare fino a settembre. Vanno peggio il Brunello, il Gallo Nero e i vini non toscani come quelli siciliani. In generale i blasonati che costano cari. Sono stati sostituiti da un prodotto che ha un rapporto qualità prezzo alto come il Carmignano e il prosecco Malibran. Non male il vermouth di Prato». Nella collezione di perle rare del conte ha appena fatto il suo ingresso anche la birra. Non una qualunque. Il birrificio Squilloni di Cafaggio che presto aprirà un'azienda agricola per avere materie prime a disposizione per il birrificio. Per l'andamento delle vendite dovremo aspettare altri 12 mesi.
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