Il Tirreno

Prato

Il 38% dei genitori favorevole agli stranieri

Sara Camaiora
La scuola media Ser Lapo Mazzei
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La scuola media Ser Lapo Mazzei

Questionario degli studenti della Mazzei su scuola, servizi e integrazione

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 PRATO. Ragazzi delle medie protagonisti di una semplice ma indicativa indagine sociologica su Prato. E' quanto hanno realizzato gli alunni della scuola secondaria di primo grado Ser Lapo Mazzei, parte dell'istituto comprensivo Marco Polo, facendo compilare ai loro genitori un questionario riguardante scuola, integrazione e servizi in città.  Nato come tentativo per conoscere meglio la popolazione scolastica, ha permesso nello stesso tempo di estrapolare dati significativi da 154 genitori, il 53% italiani e il 47% stranieri, campione rappresentativo, della cittadinanza: il questionario, su iniziativa del vicepreside Andrea Nuti è stato predisposto dai professori Sandro Coppini e Lilia Quarantotto mentre i dati raccolti dai ragazzi sono stati successivamente elaborati dalla professoressa Antonietta Scarano.  Dai dati sull'integrazione in città si scopre che il 31% dei genitori stranieri ha amici solo della propria nazionalità mentre la maggioranza dei loro figli, ovvero il 36% non frequenta mai propri connazionali.  Stessa cosa per gli italiani: frequentano persone di tutte le nazionalità il 64% dei genitori ma ben l'86% dei figli. Il 38% di italiani è favorevole alla presenza di stranieri in città, il 22% è indifferente al fenomeno, il 18% del tutto contrario mentre il 16% ha un atteggiamento diverso a seconda della nazionalità. La predisposizione verso gli immigrati cambia a seconda del livello di scolarizzazione: il 100% dei laureati è favorevole mentre il maggior numero di contrari non ha alcun titolo di studio.  La mancanza di sicurezza in città è ancora avvertita come un disagio, il 65% degli intervistati lo reputa un problema risolvibile con provvedimenti adeguati e se per il 30% dei genitori italiani la responsabilità è di delinquenza e dipendenze il 28% lo considera ancora legato a una mancanza d'integrazione.  Prioritario rimane l'aspetto del lavoro, primo in ordine di importanza per quanto riguarda aspetti della vita famigliare e sociale.

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