Il dolore
Tra un anno 239 case popolari
Sara Camaiora
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L’onorevole Riccardo Mazzoni e l’assessore Dante MondanelliL'assessore Mondanelli: «Cresciuti i fondi per il sociale»
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PRATO. Rispondere all'emergenza alloggiativa a Prato è possibile. Lo assicura l'assessore comunale alle Politiche sociali Dante Mondanelli, facendo un bilancio del lavoro svolto lo scorso anno e illustrando alcuni progetti futuri. «Ci siamo ritrovati con un gap abitativo spaventoso: basti considerare che a Prato finora c'erano 1400 alloggi di edilizia popolare, contro i 9000 di Livorno, gli 11.000 di Grosseto e i 14.000 di Firenze».- spiega Mondanelli- «Nell'arco di quest'anno verranno assegnati come alloggi popolari 20 dei 60 appartamenti ricavati dall'ex residence di viale Galilei, destinati agli studenti del polo universitario pratese, e, grazie a recuperi strutturali avviati in precedenza, nel 2012 saranno pronti 239 nuovi alloggi popolari. Tramite le risorse della Regione, sarà possibile arginare almeno in parte il problema degli sfratti: con un investimento di circa 1 milione di euro potremo sostenere le spese almeno per un anno per alcune famiglie in difficoltà». Mondanelli sottolinea inoltre l'impegno della giUnta nel sociale. «Il bilancio 2010 si è chiuso con un incremento di 3 milioni di euro sul 2009, tutti soldi elargiti al sociale da questo consiglio», precisa l'assessore, «abbiamo favorito e potenziato un sistema di reti di solidarietà che a Prato già esisteva.Un successo è stato lo sportello Sos famiglia e lavoro, gratuito e funzionale». Tutti interventi mirati a garantire la tenuta del sociale, realizzati anche grazie al sostegno della Regione e perfino del Governo, che ha elargito a Prato ben 25 milioni di euro. «I fondi governativi hanno permesso di coprire fasce artigiane tipicamente pratesi prima sprovviste di tutela, grazie a ammortizzatori in deroga», commenta il coordinatore provinciale Pdl Riccardo Mazzoni. Per il 2011 il Comune mette inoltre a disposizione con un bando contributi economici per iniziative senza scopo di lucro nell'ambito del sociale, che corrispondano a obiettivi specifici definiti dalla Società della Salute. «Il bando vuole essere il più trasparente possibile in modo da finanziare servizi concreti di solidarietà, non corsi o convegni».- spiega Riccardo Poli, responsabile di distretto della Società della Salute.
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