Sicurezza
Pdl, luna di miele finita con Cenni
Cristina Orsini
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Il sindaco Roberto Cenni3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Tira aria di tempesta nella maggioranza in Comune. Un'altra volta. A incrinare il sodalizio tra il sindaco Roberto Cenni e il Pdl, la vicenda Sori (grazie alla sponda Fli), come è stato evidente nell'ultimo consiglio con il Popolo delle libertà a un passo dalla sfiducia al primo cittadino.
Ma Sori, le multe passate per la riscossione a Equitalia, le mozioni emendate non sono che l'ultima goccia in un vaso già ampiamente traboccante. Un chiarimento il sindaco Cenni - dopo una giunta politica-fiume il giorno prima - l'ha cercato ieri, convocando una maggioranza allargata - tutti i consiglieri e i capigruppo Pdl, Fli, Udc e Lega e i segretari dei partiti - con all'ordine del giorno l'argomento "caldo" Sori (invitato ma dal Pdl anche il presidente della partecipata Giovanni Luchetti con il compito, numeri alla mano, di dimostrare l'economicità, per le casse comunali, della riscossione affidata alla società e non solo). Ma l'impressione è che "la luna di miele" tra sindaco e "azzurri" sia definitivamente terminata e che i mali di pancia siano tanti e di antica data. Con il Pdl, in particolare la componente ex Forza Italia, che, ancora sotto traccia, ma comincia a scalpitare per quella linea improntata alla "civicità" che Cenni mantiene ben salda nonostante sullo scranno del Palazzo sia stato portato dai partiti. E che si traduce in scelte - strategiche e sulle nomine - prese se non in completa solitudine, quasi. Il Popolo delle libertà chiede - lo ha fatto pubblicamente in consiglio per voce del capogruppo Roberto Baldi - maggiore condivisione e più rispetto per le prerogative del consiglio. Ma non solo. La discussione interna al partito riguarda anche gli assetti in Comune, in particolare quelli della giunta, che per alcuni sarebbero da rivedere andando a una verifica (di solito viene messa in calendario a metà legislatura) e a un riequilibrio politico delle forze anche rispetto alla ex componente An: l'"asso piglia tutto", è il sospetto Pdl, quando si parla di scegliere persone o prendere decisioni in particolare sulle società pubbliche. Un passaggio che però ben difficilmente Cenni vorrà fare. Infine i rapporti con l'opposizione Pd, non tanto quelli interni al consiglio ma piuttosto quelli con la nuova "nomenclatura" rappresentata dalla segretaria Ilaria Bugetti. La riflessione in corso dentro il Popolo delle libertà riguarda alcune evidenze: le stampelle che una parte del centrosinistra ha stupefacentemente garantito al sindaco nei momenti di maggiore debolezza, anche politica, provocati dal dissesto Sasch. «Siamo arrivati al paradosso - è il ragionamento - del Pd che difende Cenni mentre il Pdl lo attacca».
Anche se la frattura Sori, c'è da scommetterci, si ricomporrà, il sindaco Cenni dovrà fare comunque i conti con equilibri politici in movimento e che difficilmente si ricomporrano senza lasciare cicatrici: col Pdl deciso a puntare i piedi da qui a qualche settimana, con Futuro e libertà che ha garantito il sostegno a sindaco e giunta ma che si è tenuto le mani libere, autonomia decisionale e deciso a fare sentire la propria voce su ogni decisione sulle partecipate, con la Lega che sta alla finestra, per ora, ma che resta - e con consapevolezza - il partito di maggioranza meno rappresentato. Resta l'Udc l'unico partito del centrodestra che problemi al sindaco non ne vuole creare.
Ma Sori, le multe passate per la riscossione a Equitalia, le mozioni emendate non sono che l'ultima goccia in un vaso già ampiamente traboccante. Un chiarimento il sindaco Cenni - dopo una giunta politica-fiume il giorno prima - l'ha cercato ieri, convocando una maggioranza allargata - tutti i consiglieri e i capigruppo Pdl, Fli, Udc e Lega e i segretari dei partiti - con all'ordine del giorno l'argomento "caldo" Sori (invitato ma dal Pdl anche il presidente della partecipata Giovanni Luchetti con il compito, numeri alla mano, di dimostrare l'economicità, per le casse comunali, della riscossione affidata alla società e non solo). Ma l'impressione è che "la luna di miele" tra sindaco e "azzurri" sia definitivamente terminata e che i mali di pancia siano tanti e di antica data. Con il Pdl, in particolare la componente ex Forza Italia, che, ancora sotto traccia, ma comincia a scalpitare per quella linea improntata alla "civicità" che Cenni mantiene ben salda nonostante sullo scranno del Palazzo sia stato portato dai partiti. E che si traduce in scelte - strategiche e sulle nomine - prese se non in completa solitudine, quasi. Il Popolo delle libertà chiede - lo ha fatto pubblicamente in consiglio per voce del capogruppo Roberto Baldi - maggiore condivisione e più rispetto per le prerogative del consiglio. Ma non solo. La discussione interna al partito riguarda anche gli assetti in Comune, in particolare quelli della giunta, che per alcuni sarebbero da rivedere andando a una verifica (di solito viene messa in calendario a metà legislatura) e a un riequilibrio politico delle forze anche rispetto alla ex componente An: l'"asso piglia tutto", è il sospetto Pdl, quando si parla di scegliere persone o prendere decisioni in particolare sulle società pubbliche. Un passaggio che però ben difficilmente Cenni vorrà fare. Infine i rapporti con l'opposizione Pd, non tanto quelli interni al consiglio ma piuttosto quelli con la nuova "nomenclatura" rappresentata dalla segretaria Ilaria Bugetti. La riflessione in corso dentro il Popolo delle libertà riguarda alcune evidenze: le stampelle che una parte del centrosinistra ha stupefacentemente garantito al sindaco nei momenti di maggiore debolezza, anche politica, provocati dal dissesto Sasch. «Siamo arrivati al paradosso - è il ragionamento - del Pd che difende Cenni mentre il Pdl lo attacca».
Anche se la frattura Sori, c'è da scommetterci, si ricomporrà, il sindaco Cenni dovrà fare comunque i conti con equilibri politici in movimento e che difficilmente si ricomporrano senza lasciare cicatrici: col Pdl deciso a puntare i piedi da qui a qualche settimana, con Futuro e libertà che ha garantito il sostegno a sindaco e giunta ma che si è tenuto le mani libere, autonomia decisionale e deciso a fare sentire la propria voce su ogni decisione sulle partecipate, con la Lega che sta alla finestra, per ora, ma che resta - e con consapevolezza - il partito di maggioranza meno rappresentato. Resta l'Udc l'unico partito del centrodestra che problemi al sindaco non ne vuole creare.
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