Il Tirreno

Prato

Ex dottoressa si getta dalla finestra e muore

Barbara Burzi
Il luogo dove è stato trovato il corpo privo di vita della paziente
◗
Il luogo dove è stato trovato il corpo privo di vita della paziente

Secondo suicidio in due mesi di un paziente all'ospedale Misericordia e Dolce

2 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Un volo dal quarto piano dell'ospedale Misericordia e Dolce. E'scomparsa così, ieri mattina, una paziente di 63 anni ricoverata dal 3 gennaio per una caduta nella propria abitazione. Più del dolore fisico, forse, a tormentarla era il male di vivere e per liberarsene, con un gesto fulmineo, ha aperto la finestra della sua stanza di degenza in Osservazione temporanea medico-chirurgica e si è lasciata cadere nel vuoto. Ha scelto di togliersi la vita nel luogo dove, per molti anni, si era adoperata per aiutare quella degli altri dato che la donna era un medico in pensione dell'ospedale di Prato. A nulla, purtroppo, sono serviti i soccorsi della Croce d'Oro nonostante il personale del reparto abbia allertato subito l'automedica del 118. La direzione dell'Asl ha espresso ai familiari le proprie condoglianze. Quello di ieri è il secondo suicidio avvenuto in ospedale nel giro di pochi mesi. A novembre, un paziente di sessant'anni si era gettato dal terzo piano. Un fenomeno che sta diventando sempre più frequente se si considera che negli ultimi due anni sono stati almeno quattro i precipitati dai reparti della struttura. Dopo quanto è accaduto ieri, viene però da domadarsi se sia possibile prevenire questi gesti, specie nei pazienti considerati più a rischio. «E' molto difficile- commenta Fabio Baldi, presidente del centro "Diritti del malato" - d'altra parte, quanto accaduto deve servire da lezione per alzare l'attenzione sui pazienti, che potrebbero inviare segnali di cui è importante tenere di conto». «Prendere provvedimenti è difficile su una casistica limitata che non permette di avere elementi sufficienti per intervenire rispetto a una mancata prevenzione - aggiunge Lorenzo Pancini, sindacalista Cgil Sanità - e il carico assistenziale non consente facilmente di cogliere segnali che sono quasi sempre impercettibili». L'assessere ai Servizi sociali, Dante Mondanelli, ci tiene a sottolineare che «non si può colpevolizzare il personale di quanto accaduto, in quanto non poteva essere in alcun modo previsto». «I reparti non sono prigioni - aggiunge - e certi pazienti sono liberi di spostarsi. Tuttavia, auspico che vengano presi al più presto dei provvedimenti per ridurre i rischi: anzitutto,intervenendo sulla struttura in modo tale che non consenta più a un paziente di passare dalla finestra; poi, dando la possibilità al personale sanitario di occuparsi della sofferenza fisica e psichica del paziente. Solo liberando gli operatori dai troppi impegni burocratici, potranno investire più tempo nella cura del malato». Il consigliere Luciano Gestri (Pdl) presenterà un'interrogazione in consiglio comunale.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web