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Prato

«Incassi Sasch a chi ha perso il posto»

«Incassi Sasch a chi ha perso il posto»

La protesta delle commesse calabresi: troppo facile chiudere senza pagare

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«Troppo facile chiudere da un giorno all'altro senza pagare i dipendenti e poi mettere in altre società i soldi guadagnati. Perché la Sasch non usa gli incassi del periodo natalizio per pagare le nostre liquidazioni?».

Arriva da Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria, la protesta delle commesse di uno dei tanti negozi chiusi sotto il peso della crisi che ha colpito la Sasch. «Eravamo in cinque - racconta Isoline Nucera - e un bel giorno ci hanno detto che il negozio del centro commerciale di Rizziconi avrebbe chiuso. Ci mandarono merce non proprio di prima qualità per la liquidazione. Io ho preferito dimettermi il 7 novembre, mentre il negozio ha chiuso il 25, da quel giorno non abbiamo visto un euro».

Secondo i calcoli delle ex dipendenti (oltre a Isoline Nucera ci sono Maria Rosa Sainato, Domenica Russo, Maria Grazia Alampi e Roberta Lombardo), ognuna vanta un credito compreso tra gli 8.000 e 9.000 euro. «Che fine faranno le nostre quattordicesime non percepite a giugno "perché loro avevano dei problemi" - si chiede l'ex commessa - il nostro stipendio di novembre, la nostra tredicesima, i sei mesi di quattordicesima maturati, ferie e permessi non goduti?». Forse il denaro fresco verrà fatto confluire nelle nuove società, deduce Isoline Nucera.

«Ma io e le mie colleghe non abbiamo nessuna voglia di lasciare quei soldi alla Sasch per aprire le nuove società (in realtà il negozio dipendeva dalla Fincom srl, ndr) - dice - E' l'ora che qualcuno alzi la voce». Da Prato, dicono le commesse, nessuno si è fatto vivo, e alle richieste telefoniche delle dipendenti è stato risposto che non ci sono soldi, che forse sarebbero state pagate dai nuovi soci. «Ci hanno detto che chi non voleva passare nelle nuove società - dice Isoline Nucera - avrebbe ottenuto una buonuscita di 5.300 euro oltre a due anni di mobilità, ma io dico: perché non usano gli incassi pre-natalizi dei negozi che sono rimasti aperti per pagare almeno le nostre liquidazioni? Immagino che qualcosa sia entrato nelle casse del gruppo. Non dare quei soldi ai lavoratori è un'ingiustizia».

Intanto, dopo la presentazione delle istanze di concordato per le 11 società che rappresentano la parte distributiva del Gruppo Sasch, è attesa a breve, forse lunedì o martedì, la presentazione della richiesta di concordato per la parte industriale del gruppo. Un'iniziativa che ha di fatto congelato l'istanza di fallimento presentata alla fine di novembre da una confezione cinese di Agliana.

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