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E don Brunetti ha raccolto più di duemila pezzi
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PRATO. Più di duemila pezzi raccolti durante viaggi o ottenuti da donazioni, una passione nata durante l'infanzia e coltivata negli anni, fino ad adesso. Stiamo parlando di don Santino Brunetti, parroco di Maliseti e della sua ricchissima collezione privata di presepi, da cui ha attinto Seguendo la cometa, la mostra realizzata a Palazzo Vestri. «Sono nato durante il periodo di Natale, sarà per questo che mi sono appassionato ai presepi», scherza don Brunetti. Antichi e moderni, in gesso o in terracotta o in materiale prezioso, italiani e stranieri, ne possiede ormai di ogni epoca, fattezza e provenienza. «I più antichi risalgono al'700, molti sono dell'800, del'900 e moderni descrive ancora il parroco - Parecchi sono stranieri o multietnici, latinoamericani, indiani, africani: ne ho perfino 2 cinesi, uno molto bello di legno con fisionomia e costumi orientali». Una collezione che si è arricchita col tempo grazie a numerosi viaggi realizzati in passato e, ultimamente, grazie a tanti doni ricevuti. «Ora non mi sposto molto e molte persone che ormai conoscono la mia passione mi regalano presepi: anche lo scorso Natale ne ho ricevuti 6 o 7 - spiega ancora don Brunetti - A volte li ho recuperati da gente che se ne liberava, non conoscendone il reale valore». Se molti presepi sono esposti in parrocchia, altri non sono più visibili, specie quelli antichi. «Mi sono capitati anche oggetti preziosi, d'avorio o di cristallo e mi è stato anche trafugato qualche pezzo perciò sono più prudente» conclude il parroco. S.C.
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