Lutto
Anche i bambini hanno la loro galleria d'arte
Maria Lardara
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Ivano Cappelli con la figlia Matilde nello spazio di piazza S. Agostino In piazza Sant'Agostino l'iniziativa di un architetto stufo della professione
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PRATO. Metti un piccolo studio professionale in piazza Sant'Agostino, all'angolo con via della Stufa. Via le scrivanie e i ferri del mestiere di architetto, largo a creatività e fantasia dando voce, per dirla con Pascoli, al "fanciullino che è in noi". E' quello che ha fatto Ivano Cappelli, architetto che di fare il libero professionista non ne poteva più. E così questo babbo col pallino dell'arte, come la figlia Matilde di 7 anni, ha voluto "giocare" a 40 anni, aprendo poche settimane fa la prima galleria d'arte per bambini a Prato. Dappertutto, nell'ambiente di piazza S. Agostino 48 trasformato a misura di bimbo, domina la pennellata di colore ed è un mix di libri, giochi e opere d'arte. Ma il vero trucco di "Libri fritti e artisti alla lavagna", questo il nome dato alla galleria, sta in una grande lavagna al muro su cui i bambini possono esprimersi liberamente. Gli artisti in erba interagiscono con l'opera d'arte. Una sorta di installazione-work in progress che prende ispirazione da una scultura di Leonardo Bossio, artista che vive a due passi, in via S. Fabiano. Dalle sue mani nasce la "Pillola per Prato", esposta al centro della parete e di cui si riproducono in punta di gesso tante impronte sulla lavagna: tocca al bambino-artista colorare e ridisegnare la forma, lasciando impresso il suo nome. «Il tutto - spiega Ivano - andrà a comporre un'installazione che sarà presentata alla chiusura della mostra di Bossio». Grandi i progetti di Cappelli, anche lui artista (suo è un progetto di land art lungo la Linea Gotica) con l'incognita di non sapere mai cosa fare da grande. Finché si è tuffato nell'avventura di una galleria artistica diversa dal solito (il fondo è di sua proprietà), sviluppando una collaborazione con piccole case editrici toscane e illustratori locali, come Silvia Baroncelli. «Finalmente ho l'opportunità di seguire un progetto che mi entusiasma: l'obiettivo è di lavorare con le scuole. E per settembre, insieme all'associazione "Il Geranio", è in ponte una collaborazione con Gek Tessaro, illustratore che utilizza due mani su una lavagna luminosa: l'idea è di sfruttare anche la piazza». Sfogliare le pagine a "Libri fritti" sarà come addentrarsi in un universo di meraviglie a colori. Dallo scaffale spuntano titoli come "Con gli occhi di Mirò" di Paola Franceschini: quasi tutti trattano di arte o rispetto dell'infanzia come "Tina e i diritti dei bambini". Del resto, per citare la battuta di un bambino (figlio dello scultore Bossio), «senza libri siamo fritti»: di qui il nome della galleria.
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