Lutto
La Fondazione che gestisce la riabilitazione non può più permettersi gli operatori per questo servizio
In piscina ma senza chi li aiuta a spogliarsi
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Riabilitazione in piscina (foto darchivio) Disabili in allarme per l'interruzione del servizio: «Da soli non possiamo farlo»
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PRATO. Una decina disabili non troverà chi li aiuta a svestirsi e a rivestirsi dopo il corso di riabilitazione alla piscina Gescal. Il 7 gennaio quando riprenderanno i corsi di nuoto non ci saranno più gli operatori finora pagati dalla fondazione Crispa che gestisce il servizio di riabilitazione in convenzione con l'Asl. La convenzione non comprende infatti che ci siano operatori addetti a questo tipo di compito e con i tempi che corrono non ci sono più i soldi per continuare a mantenere il servizio. Un problema perché si tratta di disabilità gravi, di persone costrette in sedia a rotelle e che senza accompagnatore, prima e dopo la riabilitazione, non possono essere autosufficienti. Un disagio segnalato al Tirreno da una delle disabili e che crea rammarico anche nella Fondazione. «Finora - spiega la responsabile Anna Bevilacqua - fornivamo il servizio anche se non era previsto nella convenzione. Ora, con il nostro bilancio, non possiamo più garantirlo. Gli operatori costano 11.000 euro e non li abbiamo. Siamo dispiaciuti ma abbiamo dovuto comunicare che dal 7 gennaio sarà interrotto. Della situazione ne ho parlato anche con l'assessore Mondanelli. Saremmo ben lieti se ci fossero volontari o giovani del servizio civile che potessero farlo». L'assessore comunale Dante Mondanelli ha fatto sapere che cercherà di occuparsi della vicenda. «Ne riparlerò con Bevilacqua - commenta - e proveremo a trovare una soluzione. Sono consapevole che non possiamo lasciare i disabili senza nessuno che li aiuti». I.R.
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