Il Tirreno

Prato

Si tornerà a navigare nel parco

Maria Lardara
La rimessa delle barche all’interno del parco delle Cascine di Tavola
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La rimessa delle barche all’interno del parco delle Cascine di Tavola

Un progetto del Comune per recuperare la rimessa delle barche

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 PRATO. In mezzo a quelle erbacce e cumuli di macerie, oggi a malapena si riesce a farsi un'idea della grandezza del manufatto che fu. I tempi romantici del granduca Leopoldo di Lorena si perdono tra i libri di storia delle Cascine di Tavola, sulla scia delle barche che una volta solcavano i canali d'acqua: l'amministrazione prova a farli rivivere alla cittadinanza, con un primo stanziamento di 850mila euro, già impegnati dalla giunta comunale, per il recupero della rimessa delle barche. L'agenda è già dettata: entro due mesi si procederà con l'affidamento dei lavori con gara d'appalto, per poi dare via al cantiere a primavera 2011. I nostalgici del passato non s'illudano però: il restyling dell'antica rimessa, come progettato dall'équipe coordinata da Giuseppe Centauro del dipartimento Restauro della facoltà di Architettura di Firenze (e consulente del sindaco Cenni), non sarà pronto prima di 18 mesi.  «In una fase successiva si penserà al riallagamento dei canali navigabili che ridarà vita al parco romantico a godimento dell'area metropolitana», annuncia il vicesindaco Goffredo Borchi. Che preme sul tasto della dimensione metropolitana non a caso. «E' un modo per dire che come Comune stiamo facendo la nostra parte nei tempi previsti: ci aspettiamo che facciano lo stesso anche Provincia e Regione per il futuro del parco». Primo tassello del piano di riqualificazione delle Cascine presentato la scorsa estate (il tutto concordato con la Soprintendenza), il recupero architettonico della rimessa, fedele ai canoni stilistici dell'epoca ma declinato in chiave contemporanea, diventa oggi una priorità per il degrado in cui versa la struttura. Un gioiello di stampo ottocentesco che, sulle carte degli architetti Giuseppe Centauro e Alessandro Malvizzo (del servizio Ambiente del Comune), tornerà a splendere anche senza barche. Sì perché l'idea è quella di ricavare da questi 550 metri quadrati, oggi infestati da vegetazione e senza copertura di tetto e solaio, uno spazio polifunzionale con accesso da via Roma, in prossimità di una strada poderale a Le Fontanelle (altezza distributore). «E' dal 2008 che facciamo rilievi nel parco - ammette Centauro - e dopo il masterplan delle funzioni per la riqualificazione complessiva delle Cascine, presentiamo oggi questo progetto specifico in cui l'esigenza di conservazione si sposa con il contesto ludico e di svago circostante. Parallelamente, andiamo avanti con lo studio di riallagamento dei canali rivedendo il progetto iniziale: l'ipotesi è di utilizzare l'acqua di falda e meteorica, non più quella che arriva dall'acquedotto industriale».  Dove prima stazionavano tante barchette per godersi la natura delle Cascine, al massimo entro due anni spunterà un contenitore suddiviso in due livelli per conferenze, rappresentazioni teatrali, mostre di prodotti tipici e convegni.  «Quello che si presenta oggi è semplicemente un involucro dal fascino romantico - sottolinea l'architetto Malvizzo -. La neutralità del luogo consentirà una pluralità di funzioni, con lo spazio esterno che diventerà una teca vetrata con decori minimalisti a ricordare le serre settecentesche. Uno scambio di calore a pompa tra il pavimento e la falda sottostante riscalderà l'ambiente».

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