Il Tirreno

Prato

Lettere. Storia di ordinaria burocrazia: quanto tempo perso per ritirare un atto

Prima la raccomandata da ritirare, poi in fila all'ufficio messi notificatori: che efficienza

Ciro Becchimanzi
Una fila alle Poste
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Una fila alle Poste

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 Avviso di raccomandata. Appena posso vado in ufficio postale a ritirarla... Lunedì scorso, a Galciana, ritiro la raccomandata: attesa 15 minuti. Busta intestata "Equitalia", sarà una contravvenzione. Apro e scopro che c'è solo una comunicazione del "Messo notificatore" del comune di Prato. Mi dicono che devo recarmi in piazza del Comune, dalle ore 9 alle 13, dal lunedì al venerdì, ma il giovedì fino alle 17. Peccato che lavoro a Firenze e prima delle 17 a Prato non torno quasi mai. Ma, per fortuna, sono in ferie. Passo domani. Bel modo, penso, per consegnare le multe. Giovedì 28 dicembre, parcheggio in piazza Ciardi e pago il ticket: un'oretta mi basterà (spero).  Vado in Comune. Entro al numero 7, una decina di persone, per lo più in piedi, aspettano. Mi guardo intorno ma non vedo distributori di numerini. Non mi resta che chiedere, come dal medico, "chi è l'ultimo?". Nell'ufficio "Messi" c'è una sola persona che sbriga il pubblico. Attesa media per utente, calcolo, 5 minuti. E, intanto, penso: vuoi vedere che sono venuto a ritirare una contravvenzione e intanto ne becco un'altra perché mi scade il parcheggio?! Alla fine non sono così sfortunato, ma mi domando: è un bel sistema questo per notificare gli atti? Due code, benzina consumata, parcheggio, ecc. Meno male che in Comune, ora, c'è un sindaco-imprenditore, che sa come far funzionare la macchina...

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di Redazione web