Sicurezza
La mafia del Brenta si veste a Prato
Barbara Burzi
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Giovanni Masi con il nipote Luigi Scelti da Masi gli abiti "vintage" per la fiction
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PRATO. Il cinema entra nei magazzini Masi e lo fa con il copione della fiction che racconterà la vita di Felice Maniero, il boss della mafia del Brenta tornato in libertà dopo anni di reclusione in carcere. Protagonista di "Faccia d'angelo" - questo il titolo della miniserie tv prodotta da Sky per la regia di Andrea Porporati- vestiranno gli abiti vintage conservati a Vergaio, dove Giovanni Masi ha messo insieme un archivio di vestiti tra i più nutriti e preso d'assalto da tatro, cinema e moda. Ieri mattina la costumista Mery Montalto è arrivata a Prato per scegliere gli abiti di scena. «In maggioranza ci occorrono jeans, capispalla, camicie e giubbotti di pelle per due puntate tv ambientate negli anni Settanta e Ottanta - racconta la costumista - i personaggi della fiction frequntavano anche discoteche, casinò e locali notturni dove saranno girate alcune scene, per le quali ho scelto diversi abiti da sera». Complessivamente un migliaio di pezzi quelli finiti nel carrello della spasa della costumista di Roma, che spiega così la scelta di attingere all'archivio dei magazzini di Masi: «La prima volta ci sono venuta quindici anni fa col mio amico Casaglieri - spiega - e da allora ci sono tornata almeno altre quattro o cinque volte». L'archivio vintage di Giovanni Masi, oggi gestito dal nipote Luigi, è nel mirino di molte case di produzione cinematografiche e televisive. E' infatti lungo l'elenco di titoli che hanno fatto tappa a Prato, tra i più recenti: la serie tv di Romanzo Criminale e quella di Aldo Moro, Baaria del regista Giuseppe Tornatore per il cinema e tanti altri. «Il cinema e i teatri sono in contatto diretto con noi - racconta Luigi Masi - con l'avvento della crisi anche per loro è subentrata la necessità di tagliare i costi e invece di far riprodurre i costumi d'epoca alle sartorie, care, preferiscono risparmiare attingendo agli archivi vintage». Non solo cinema, tv, teatri (tra cui la Scala di Milano).Anche gli stilisti stanno cominciando a rifornirsia Prato per i set fotografici. Fra quest'ultimi spiccano Stefano Dolce e Domenico Gabbana che proprio di rcente hanno fatto acquisti a Vergaio. «Per me è una grande soddisfazione - ammette Giovanni Masi, 71 anni - da qui si capisce le potenzialità del vintage nell'ottica di trascinare l'immagine di Prato nel mondo e risollevare le sorti della filiera produttiva dando un futuro ai giovani d'oggi».
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