Sicurezza
Due rapine in centro nel giro di dieci minuti
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Andrea Arpa parla con la polizia dopo la rapina Colpi in tabaccheria e gioielleria. Lo sfogo: «Basta, non ne posso più»
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PRATO. «Non è possibile, un'altra volta... Bastardi, non ne posso più». Sono da poco passate le 18; la moglie di Andrea Arpa, titolare del laboratorio orafo Il Serraglio di via Cavallotti, è appena arrivata davanti alla gioielleria e si sfoga sul marciapiede, con le lacrime agli occhi, mentre i poliziotti delle volanti si fanno raccontare dal marito la rapina appena avvenuta nel negozio e un' ambulanza si appresta a soccorrere l'artigiano che è stato colpito al volto dai banditi. Un'altra rapina è stata appena messa a segno ai danni della tabaccheria di via Convenevole 9, quasi certamente dagli stessi due banditi, anche se in quel caso la tabaccaia ne ha visto uno solo. Erano le 17,30: dieci minuti dopo è toccato alla gioielleria di via Cavallotti, accanto alla stazione di Porta al Serraglio. I due rapinatori sono fuggiti a bordo di uno scooter e per ora hanno fatto perdere le proprie tracce. «Non siamo nemmeno assicurati - si lamenta la moglie del gioielliere - Nel '92 ci avevano già svaligiato il negozio, poi ci sono stati altri furti, così non si può andare avanti». La rapina alla tabaccheria di via Convenevole, come detto, c'è stata alle 17,30. «Stavo rimettendo a posto le cose - racconta la titolare, Maria Luce - e a un certo punto è entrato un uomo che mi ha spinto contro il muro. Mi ha detto di stare ferma e mi ha frugato in tasca, poi ha preso quello che ha trovato nel registratore di cassa, saranno stati 500 euro». Alla polizia la tabaccaia ha riferito che il rapinatore era armato di pistola e aveva un passamontagna, ma poi se l'è tolto ed era completamente calvo, parlava con accento meridionale. Probabilmente un complice lo aspettava all'esterno con uno scooter, perché la descrizione dell'uomo coincide con quella fatta pochi minuti dopo sempre alla polizia da Andrea Arpa, che se l'è trovato di fronte intorno alle 17,40. Il gioielliere ha abbozzato un tentativo di reazione e c'è stata una colluttazione col bandito, nel corso della quale la pistola è caduta a terra e si è rotta (si è poi visto che era un giocattolo). Insieme al complice, descritto come un uomo con la barba, sono riusciti a prendere numerosi oggetti d'oro dalla vetrina. Una collana d'oro è poi stata ritrovata in piazza Sant'Agostino, probabilmente persa dai rapinatori in fuga. Il gioielliere è stato colpito con un pugno al volto e più tardi è stato soccorso da un' ambulanza della Pubblica Assistenza che l'ha accompagnato in ospedale per accertamenti, anche se uscendo ha rassicurato la moglie sul suo stato di salute, solo un graffio. «Sono stanca - ha detto la donna - Così non si può più andare avanti». P.N.
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