Il Tirreno

Prato

Al Soccorso il lavoro si trova in parrocchia In 25 ce l'hanno fatta

Maria Lardara
Al Soccorso il lavoro si trova in parrocchia In 25 ce l'hanno fatta

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 PRATO. Erano i ragazzi del "dopocresima", quelli che ruotavano intorno alla parrocchia di Santa Maria del Soccorso. Ora sono cresciuti, si sono fatti le ossa con una laurea in tasca e l'esperienza giusta per aiutare chi, fuori e dentro il quartiere del Soccorso, ha bisogno di guadagnarsi il pane. E quel seme chiamato fede piantato nel cuore si è trasformato così in spirito di servizio verso una città sempre più preda della precarietà e della disoccupazione. Alla porta di "Cieli Aperti", associazione d'ispirazione cattolica impegnata nella promozione sociale e nata nel 2003 da una costola dell'attività di oratorio al Soccorso, bussano tanti pratesi in cerca di lavoro. E nell'arco del 2010, venticinque di loro lo hanno trovato qui, allo sportello di via Marengo 51 che funziona da punto d'appoggio dell'associazione presieduta da Giovanni Bellandi, a pochi passi dalla parrocchia di don Pratesi. Il target di utenti è variegato: chi era rimasto a piedi in questi mesi ha potuto ricollocarsi come badante, domestica, addetto alle vendite in negozi o supermercati, magazziniere per ditte tessili. Nessuna pretesa di sostituirsi alle funzioni di un Centro per l'impiego, ma il principio è quello di agevolare l'inserimento affidandosi al vecchio ma sempre prezioso passaparola e alla rete di contatti nel tessuto sociale. Dove gli operatori qualificati di "Cieli Aperti" (una quindicina) sono ben radicati, grazie anche alla collaborazione con le istituzioni del territorio: l'organizzazione del "Punto Lavoro" di via Marengo (aperto martedì e giovedì su appuntamento) riproduce in miniatura le dinamiche di un normale sportello di collocamento. Voluto fortemente dal vescovo Gastone Simoni, questo servizio avviato nel 2004 ma che di fatto si è strutturato nell'ultimo anno, ha una forte valenza sociale.  «Abbiamo a che fare sia con ragazzi appena usciti dalla scuola - spiega la responsabile Stefania Rossi - sia con persone di mezza età che fanno fatica a ricollocarsi. Lo scopo è aiutarli nella ricerca attiva di un'occupazione, intanto invitandoli a iscriversi ai servizi per l'impiego. Come associazione prendiamo a cuore i singoli casi e ci attiviamo con il maggior numero possibile di conoscenti per i contatti con le aziende, in sinergia con gli altri servizi sul territorio e la Caritas».  Misurarsi con il disagio di chi piange miseria e disoccupazione e regalargli una nuova possibilità non ha prezzo a livello morale. «Il nostro - prosegue Rossi - è il proseguimento di un cammino di fede che mette al centro l'uomo e le sue potenzialità, sapendo che l'interlocutore non è più il "povero" tradizionale, ma il disoccupato». Sbagliato però pensare che basti suonare al campanello della parrocchia per chiedere un lavoro. Le 25 persone sono state "sistemate" da "Cieli Aperti" attraverso un percorso di accompagnamento che comprende, tanto per iniziare, una corretta compilazione del curriculum. «Non solo: in collaborazione con Confartigianato - fanno sapere - aiutiamo questi soggetti a creare impresa mettendo in contatto persone con esperienze simili. Con questo spirito, metteremo in piedi una cooperativa di servizi».

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