Sicurezza
Un fondo per promuovere l'impresa
Ilenia Reali
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La celebrazione della messa di Santo Stefano in Duomo L'annuncia il vescovo insieme ai vincitori dello "Stefanino d'oro"
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PRATO. Un fondo di garanzia legalmente riconosciuto per sostenere l'imprenditorialità destinato ai giovani e ai disoccupati. E' questo il nuovo progetto a cui sta lavorando la chiesa pratese per aiutare la città ad uscire dalla crisi, sostenere e rilanciare il lavoro. Ad anticiparlo il vescovo Gastone Simoni nell'omelia nel giorno del patrono della città e della diocesi. Una lunga messa dedicata ai giovani, al lavoro, alla carità, all'evangelizzazione con un invito a riscoprire la propria fede anche a coloro che già nei comportamenti, nella rettitudine morale, nel giustezza delle loro azioni, nell'integrità che conduce il loro operato e nel lavoro per il bene comune sono di esempio per la comunità. «Che gioia se queste persone facessero un passo per tornare a Dio», ha detto monsignor Gastoni che, al termine della celebrazione, ha annunciato i destinatari della prima edizione dello Stefanino d'oro. STEFANINO D'ORO. A essere premiate saranno quattro aziende che hanno operato con coscienza, conoscenza e innovazione: la rifinizione Santo Stefano, il lanificio Luigi Ricceri, la Gt 2000 e la Gastronomia Toscana. Il premio sarà conferito sabato 5 febbraio in una cerimonia pubblica e in quella sede saranno illustrare le motivazione che hanno portato il comitato promotore a scegliere le quattro realtà imprenditoriali tra le oltre 30 segnalazioni che rispondevano ai criteri alla base del premio: salvaguardia dell'occupazione, rispetto dei valori etici e delle regole vigenti, capacità culturale e pratica di apertura all'innovazione. La giuria ha così premiato tre aziende tessili, un impannatore, una rifinizione e un'azienda artigiana, oltre a un'impresa alimentare segno della diversificazione che sta interessando l'economia locale. Ai premiati verrà consegnata una medaglia dell'artista Vincenzo Gennaro. LA DOMENICA. Nella sua omelia, ascoltata in un Duomo colmo di fedeli, il vescovo ha preso posizione, sottolineando senza spirito polemico, l'eccessivo ricorso al lavoro domenicale. Nel giorno del riposo sempre più persone sono costrette a lavorare mosse dall'esigenza dello sviluppo dell'economia. «Oggi la società - ha sottolineato - va verso il lavoro alla domenica. Se la legge di Dio ha previsto un giorno di riposo perché non osservarlo? Serve un compromesso: almeno non tutte le domeniche e non tutta la domenica». L'INTEGRAZIONE. «Per noi cristiani - ha evidenziato il vescovo - l'immigrazione non può essere vista solo come un problema o una risorsa. Gli immigrati ci sono e ci saranno e nostro compito è lavorare perché migliorino i rapporti. Ci sono polemiche in parte comprensibili ma in parte no in particolare con la comunità asiatica talvolta no. Non siamo ingenui, facciamo pian piano progredire la legalità, cerchiamo la collaborazione virtuosa tra pratesi e non pratesi». EVANGELIZZAZIONE. Prendendo spunto della vicenda umana di Santo Stefano, il vescovo, ha messo in luce come «il santo non possa che esserci di sprone per testimoniare con la parola e la preghiera l'adesione personale all'evangelizzazione» e ha ribadito la necessità di dialogare con i giovani, ascoltarli. «Far emergere - ha detto il vescovo - oltre alle aspirazioni contingenti anche quelle profonde del cuore».
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