Sicurezza
La Santo Stefano sul podio dei "giusti"
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Renato Cecchi Cecchi: «Non andrò in pensione. Devo traghettare le aziende fuori dalla crisi»
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PRATO. E' stato la voce delle difficoltà di Prato. E' stato il simbolo dei terzisti che vogliono andare avanti. Si è levato dalla sua fabbrica, più volte, il grido di aiuto per un distretto che rischiava di ripiegare su se stesso. Prima di fare una manciata di ore di cassa integrazione in mezzo a una città che denunciava esuberi su esuberi, ha impiegato i suoi operai per fare le pulizie straordinarie della fabbrica anziché mandarli a casa. Renato Cecchi ha retto da capitano di fabbrica, da uomo di altri tempi anche con fatturati che non motivavano tutti quei dipendenti, 160 alla Santo Stefano, 70 alla D'Avenza. E' stato il simbolo di ogni battaglia: quella della città davanti ai microfoni di Anno Zero, quello della manifestazione del 28 febbraio con i suoi lavoratori in prima fila, quello dei terzisti nella richiesta di tariffe più eque. E' stato anche criticato per questo, è serpeggiata la voce che dovesse mettere i remi in barca che, ormai, era troppo anziano. Amato tanto, criticato tanto: come tutti i simboli, come tutti coloro che guidano le battaglie. Lui ha però continuato. E' stato punto di riferimento dei suoi lavoratori anche economicamente senza, su questo, fare proclami. E il comitato istituito per il premio Stefanino d'oro ha scelto di premiare la sua Santo Stefano, ma soprattutto lui: l'uomo e l'imprenditore. «Sono contento di questo premio», commenta Renato Cecchi e poi con la schiettezza che da sempre lo contraddistingue ha aggiunto: «Penso anche di meritarmelo questo premio. Ho combattuto tantissimo per questa città, ho mantenuto persone a lavorare con fatturati da miseria fino a capire che non sono un imprenditore vero perché altrimenti avrei fatto altre scelte». E poi Cecchi guarda al futuro. «E' dura, tanto dura ma voglio farcela. Traghettare le mie aziende fuori dalla crisi e l'ultima sfida della mia vita. Voglio portare tutto a compimento compresa la D'Avenza che voglio torni quella che era una volta e per farlo mi metto in discussione in prima persona». «Volevo - continua - andare in pensione ma non lo farò. Ho ancora energie e le metto a disposizione». I.R.
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