Il Tirreno

Prato

Bambina scrive la lettera a Babbo Natale. Dietro la barba c’era il segretario Idv Ardita

«Vorrei un lavoro per il mio papà»

La letterina a Babbo Natale
◗
La letterina a Babbo Natale

2 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Non voleva regali o caramelle, voleva una speranza per suo padre, disoccupato da 2 anni. E ha pensato bene di chiederla a Babbo Natale. E' accaduto lo scorso martedì pomeriggio al Laboratorio del Tempo di via Filicaia, dove si svolgono spettacoli e incontri per intrattenere bambini di varie età, scuole e etnie.  A vestire i panni di Babbo Natale c'era Salvo Ardita, segretario comunale dell'Italia dei valori, che si presta spesso ad attività di questo tipo nel suo tempo libero. Molti i bambini che lo hanno accerchiato con le richieste più disparate ma la letterina di Deborah, dodicenne, che affermava di non volere alcun giocattolo ma solo un lavoro per il padre l'ha colpito profondamente. «Mi sono trovato davanti una bambina con un mezzo foglio di quaderno in mano: chissà quanti reagli chiederà, ho pensato subito».- racconta Ardita- «E invece leggo questa richiesta, che mi ha tristemente emozionato». Difficile trovare le parole giuste di fronte a una richiesta del genere, Ardita lo sa bene. «Le ho detto che spero tanto che questo suo sogno si realizzi ma dentro di me ho pensato che ciò che mi chiedeva non avrebbe dovuto essere oggetto di sogno».- prosegue- «L'atto di questa bambina mette in luce che disastro sociale sia stato generato dalla mancanza di lavoro». La storia del padre di Deborah, Antonio, 45 anni, muratore disoccupato, è già finita in passato sulle cronache dei giornali.  Nel dicembre di un anno fa si era incatenato davanti al municipio annunciando di voler vendere un rene. «Ho perso il lavoro e ho quattro figli da mantenere, rispettivamente di 4, 7, 8 e 12 anni - racconta Ferrara - anche mia moglie Mimma non lavora. Ho ottenuto una borsa lavoro all'Asm: 300 euro al mese, ma pagati ogni due, ma questo tipo di contratto si è concluso lo scorso giugno. Poi, attraverso un'agenzia interinale, ho proseguito a lavorare all'Asm come spazzino. Ma il 18 dicembre è stato l'ultimo giorno di lavoro. Ho finito spargendo sale in piazza Duomo». Il babbo ha saputo della lettera della figlia a Babbo Natale soltanto quando la bambina è tornata a casa. «Mi ha fatto piacere che abbia pensato al mio lavoro - commenta il padre - è chiaro che i figli avvertono la situazione di disagio che c'è in casa. Tante cose non possiamo permettercele. Con i 100 euro della tessera Caritas non è che ci si può comprare molto».  Ma Babbo Natale passerà o no dalla mansarda di via Isarco dove vivete? «Anche se l'ultimo stipendio lo riceverò a gennaio - risponde Ferrara - credo comunque che qualche regalino io e mia moglie saremo in grado di farglielo lo stesso».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa