Sicurezza
Le tasse frenano le imprese
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Il presidente degli industriali Riccardo Marini Pressione fiscale a livelli record. Irap nel mirino degli industriali
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PRATO. Anche quest'anno, dopo l'esperienza-pilota condotta nel 2009, l'Unione Industriale Pratese ha effettuato uno studio sui bilanci delle imprese per rispondere ad una domanda che ritiene non solo legittima ma anche opportuna in relazione ad un sistema integrato come un distretto industriale: quanto pesa la fiscalità nazionale corrente sul complesso degli utili del territorio? Il dato che emerse nel 2009, riferito ai bilanci 2008, evidenziava una situazione al limite della sopportabilità: il drenaggio fiscale complessivo sul sistema manifatturiero di Prato ammontava ad una quota superiore all'81%. Il campione preso in esame quest'anno comprende 1.797 società di capitali (ad esclusione di consorzi e coop), sulle 2.520 attive e generatrici di ricavi nell'intero distretto manifatturiero, comprese le costruzioni. Dal campione emerge che a fronte di un utile ante imposte di 44,2 milioni di euro, sono dovute imposte correnti per 69,6 milioni di euro, con un'incidenza del 157%, in notevole incremento rispetto all'incidenza dell'81% registrata nell'indagine realizzata nel 2009. Per effetto di un tale carico impositivo, l'utile netto del campione è negativo per 19,4 milioni di euro, al netto delle imposte differite ed anticipate. Si ottengono risultati coerenti con quello generale anche andando ad individuare all'interno del campione principale ulteriori campioni con caratteristiche, ad esempio prendendo in esame solo il gruppo delle imprese presenti anche nell'indagine precedente, oppure solo quelle che presentano risultati ante imposte in pareggio/in utile o viceversa in perdita. Queste ultime in particolare presentano una situazione particolarmente pesante: pur avendo risultati ante imposte negativi pagano complessivamente 7,3 milioni di imposte correnti. «Il quadro è desolante e preoccupante sul piano della possibilità di un reale decollo della ripresa - commenta Riccardo Marini, presidente dell'Unione industriale pratese -. E' evidente che più le imprese vengano depauperate di risorse e meno riescono a investire e quindi a innescare processi virtuosi che vadano nel senso della creazione e distribuzione di ricchezza. All'origine della grave distorsione del sistema fiscale evidenziata dalla nostra indagine vi è in primo luogo l'Irap». Ad essere penalizzate in maniera particolare sono state quelle imprese che hanno investito nel personale o quantomeno non lo hanno ridotto. Ma anche le limitazioni alla deducibilità degli interessi passivi hanno un loro ruolo. Proprio le imprese che prima della crisi avevano investito hanno visto le loro esposizioni bancarie, e quindi il pagamento degli interessi, soggetti ad un trattamento fiscale non favorevole."
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