Il Tirreno

Prato

«Il sindaco lascia in dono i debiti»

Barbara Burzi
Massimo Carlesi
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Massimo Carlesi

Carlesi: la giunta è immobile e invece c'è bisogno di un grande sforzo

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 PRATO. Fine anno è anche tempo di bilanci e chi si appresta a tirare le somme dell'operato del sindaco Roberto Cenni e di tutta l'amministrazione di centrodestra è il gruppo consiliare del Pd. Per Massimo Carlesi, capogruppo: «Di concreto finora non è stato fatto niente - dice - crediamo che ci sia bisogno di rilanciare lo sviluppo di questa città e di motivare le imprese; di una Prato che guardi avanti puntando sulle energie rinnovabili e portando avanti le sfide dell'integrazione».  Di fronte a questo scenario Carlesi chiama in causa il piano strutturale: «E'uno strumento fondamentale che potrebbe diventare la base su cui innescare un percorso d'innovazione e di sviluppo - continua - ma quello presentato dall'amministrazione si limita a consolidare i previlegi di pochi, come quello della rendita: si continua a gestire l'ordinario senza avere il coraggio di fare scelte lungimiranti» Cultura, politiche giovanili, scuola, mobilità sostenibile, trasporto pubblico e rilancio del manifatturiero sono i temi sui quali, secondo il gruppo Pd, c'è bisogno di concentrare tutti gli sforzi.«Se la maggioranza continuerà a sottrarsi al confronto, la nostra opposizione sarà durissima», afferma Carlesi. «Lavoreremo a un piano strutturale diverso e alternativo che rimetta al centro il manifatturiero - prosegue -; crediamo che con un progetto forte Prato possa tornare a essere l'area produttiva di riferimento di tutta l'Europa». A questo proposito, secondo il consigliere Pd Matteo Biffoni «sarebbe strategico creare l'asse strutturale che faccia di Prato il centro produttivo dell'area metropolitana». Il futuro del distretto non può prescindere da una riflessione sul credito: «D'accordo sull'idea di rimettere in piedi una banca locale, ma è un percorso lungo - commenta il capogruppo - credo sia più urgente un progetto di agenzia di sviluppo per il territorio a cui si potrebbe lavorare con il coinvolgimento della Fondazione CariPrato». Nel rivolgere gli auguri alla città, un pensiero speciale è andato alle vittime della crisi dell'occupazione: «Non ci capacitiamo di come si possa stare immobili di fronte ad una città che sta vivendo un momento così drammatico - sottolinea - l'uomo che doveva dimostrare la sua forza di imprenditore per rilanciare il distretto, lascia invece un bel pacco dono ai pratesi: i milioni di debiti che il sindaco scarica su Prato».

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