Il Tirreno

Prato

Lite tra soci, una famiglia nel mirino, ma la Procura chiede l’archiviazione

Denunciati per lo sfogo su Fb

1 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Gli sfoghi sulle pagine di Facebook possono costare un procedimento penale, se chi li scrive e li mette in rete supera i limiti imposti dalla legge.  E' quanto sta accadendo in Tribunale in un procedimento che vede indagati una donna pratese e il suo compagno, denunciati per diffamazione da una coppia di ex amici, che sono anche soci nella donna in un'azienda che si occupa di rappresentanze tessili.  Il giudice dell'udienza preliminare avrebbe dovuto decidere ieri sulla richiesta di archiviazione depositata dal sostituto procuratore Roberta Pieri, alla quale si è opposto l'avvocato Cristiano Toraldo per conto delle presunte parti lese, ma c'è stato un difetto di notifica e tutto è slittato a marzo.  La storia è iniziata lo scorso gennaio quando sul profilo Facebook della donna ora indagata è comparso un "post" del seguente tenore: quella famiglia mi fa veramente schifo, qualcuno dovrà pagare per quello che hanno rubato. Amici comuni hanno fatto la "spia" alla coppia finita nel mirino della socia e i coniugi, insieme al figlio, hanno deciso che non la si poteva far passare liscia. Per questo hanno proposto querela in Procura. Il sostituto Pieri però ha chiesto l'archiviazione ritenendo che non fossero adeguatamente provate le responsabilità. Il giudice deciderà a marzo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web