Il dolore
La segretaria Pd Ilaria Bugetti prende posizione
«La scissione di Gida è inutile e dannosa»
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A sinistra Ilaria Bugetti a destra le vasche di depurazione di Gida 3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. La scissione di Gida non s'ha da fare. Parola di segretaria Pd Ilaria Bugetti. Che nel giorno della convocazione dell'assemblea plenaria (tutti i soci, la maggioranza del cda e dei sindaci revisori) riunita per decidere, una vota per tutte, la scissione della spa in due società gemelle Gida civile e Gida Industriale (identiche nella struttura di governo e nel capitale ma una "ricca" di impianti, Gida Industriale l'altra senza), mette un "punto fermo" e declina, un'altra volta, la posizione del Pd sul futuro delle partecipate. Secondo Bugetti la scissione che per il segretario della Funzione pubblica Cgil del settore Igiene ambientale Massimo Logli vede l'accordo dei soci di maggioranza Comune di Prato e Unione industriali che assieme arrivano a rappresentare il 92% delle quote, è «inutile e dannosa». E spiega i motivi: «Tecnicamente non c'è più alcuna urgenza di procedere - dice Bugetti - e per due motivi: prima di tutto perché il governo potrebbe prorogare di un anno la data di scadenza delle convenzioni delle societa pubbliche (caso Gida con conseguente rinvio della gara ad evidenza pubblica ndr) e la Regione ha avuto buone rassicurazioni in questo senso. E il secondo motivo riguarda - aggiunge Bugetti - la probabile deroga, sulla quale la Regione è impegnata a lavorare, per i distretti del tessile e del cuoio che avendo una depurazione mista pubblico-privato per funzioni (stesso acquedotto che depura acque bianche e acque industriali ndr) potrebbero non rientrare nelle aziende con l'obbligo di gara». Questioni complesse che meritano una spiegazione. Ieri pomeriggio il Consiglio dei ministri ha varato il decreto "mille proroghe", decreto nel quale - ma è ancora tutto da verificare - potrebbe esere contenuta, appunto, la proroga della scadenza delle convenzioni per quelle aziende pubbliche destinate ad andare a gara. Sul fronte della deroga, invece, che consentirebbe ad aziende come Gida con una tipologia di impianti molto particolare di evitare il bando, la situazione è ancora più fluida. Due giorni fa a Roma si è tenuto un incontro al Conviri, la Commissione nazionale di vigilanza sulle risorse idriche, proprio sulla questione Gida e con la partecipazione di progetto Acqua e della Regione Toscana. E' in quella sede che sarebbero venute alcuna garanzie sulla possibilità che le specificità di Gida sul fronte della depurazione, possano valere. Un caso specifico, del quale si sarebbe discusso, riguarda un piccolo Comune della Lombardia con un sistema di depurazione simile a quello pratese, che avrebbe vinto il ricorso davanti al Tar contro l'obbligo di mettere a gara la sua società. «L'obiettivo del Pd pratese è quello di proteggere un sistema e un modello di depurazione che fin qui hanno funzionato - è l'opinione di Bugetti - e di preservare l'unicità di un'azienda che ha sempre lavorato per il contenimento delle tariffe per la depurazione industriale e per la depurazione civile». Anche la coordinatrice di Sinistra ecologia e libertà Nicoletta Anna De Angelis giudica immotivata la delibera del Comune che sancisce la scissione di Gida. Secondo Sel ogni decisione «sul futuro assetto della società deve corrispondere ai criteri di gestione unica dell'acqua che noi chiediamo sia pubblica». E per il quale hanno chiesto un referendum, un milione 400mila toscani. C.O.
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