Il Tirreno

Prato

Facciamo una banca per Prato

Cri.Or.
A sinistra gli assessori della giunta della Provincia A destra il presidente Lamberto Gestri
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A sinistra gli assessori della giunta della Provincia A destra il presidente Lamberto Gestri

La proposta di Gestri: «Recuperare l'autonomia del sistema creditizio»

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 PRATO. «Anno impegnativo ma con tante cose concrete». E' il bilancio di un anno di lavoro del presidente della Provincia Lamberto Gestri che assieme ai suoi assessori - unico assente Stefano Arrighini impegnato a sorvegliare lo sviluppo della piena dei fiumi dalla sala operativa della Protezione civile - ha elencato gli obiettivi raggiunti e quelli futuri. In cima alla lista, Gestri mette l'economia del distretto.  Una banca per Prato. La proposta che il presidente fa a tutti i cittadini, alle categorie economiche e alle istituzioni è di «fare una riflessione sul sistema del credito locale» rimasto orfano di una propria banca dopo l'incorporazione della Cassa di Risparmio nella Bpvi. «Bisogna capire - spiega - se è possibile organizzare un progetto per una nuova banca locale che il sistema economico del distretto senta propria, che garantisca autonomia e che abbia una valenza metropolitana grazie a sinergie e collaborazioni». Gestri ha già avuto una serie di contatti con le categorie professionali «e il risultato - dice - è stato incoraggiante». Gli sviluppi si vedranno in futuro: «Ma l'idea può essere il volano pe ridare la fiducia. La dimostrazione - aggiungere - che Prato non perde i proprio gioielli».  Cinesi un'opportunità. Uno sforzo, secondo il presidente, è necessario anche nel rapporto con le comunità immigrate e in particolare quella cinese. «Che ormai unanimemente, mi riferisco a Confindustria piuttosto che agli studiosi del fenomeno - precisa Gestri - vengono considerate opportunità vere». Il ragionamento è chiaro: «In questi anni si sono fatti passi avanti, nei rapporti istituzionali con l'ambasciata e il consolato. Ma anche con quella parte dell'imprenditoria cinese, certamente ancora minoritaria, che lancia segnali per emergere. E noi abbiamo il dovere di aiutarli». Secondo il presidente Gestri la strada per un'integrazione vera, anche a livello di filiera, non può che passare da lì. «Perché - aggiunge - se l'occupazione cala nelle imprese italiane, cresce invece in quella cinesi. E ad essere assunti sono anche gli italiani». Per questo occore studiare a fondo i rapporti economici tra il distretto parallelo e quello pratese.  Distretto parallelo. Lo studio - quanta incidenza ha sul pil locale l'attività della comunità cinese, quali sono i rapporti economici tra i pratesi e i cinesi, quanti affitti, per esempio, rispetto alle case acquistate - è stato affidato ad un pool di esperti coordinato dall'assessore Edoardo Nesi. Ed è appena all'inizio: «Ciò che vogliamo - dice l'assessore - è ottenere un quadro reale della situazione, anche per sottrarre la questione, che è seria, alle polemiche politiche».  Per i giovani. Tra i progetti in via di realizzazione (pochi mesi) la copertura WiFi di tutta Prato con finanziamenti regionali e l'ok del Comune; la creazione di un sistema di ippovie tra Firenze e Pistoia e lo studio per un collegamento di piste ciclabili dal Montalbano alla vallata fino a Firenze.

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