Il Tirreno

Prato

Barontini presenta il progetto per la Mabro Si riparte da Pitti Uomo

Francesca Gori
Andrea Barontini Sotto, dipendenti della Mabro al lavoro
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Andrea Barontini Sotto, dipendenti della Mabro al lavoro

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 GROSSETO. Le buone idee, questa volta, sono arrivate direttamente da Prato. Portate all'ex Mabro dall'imprenditore Andrea Barontini che ieri ha incontrato i rappresentanti di categoria di Cgil, Cisl e Uil e la Rappresentanza sindacale unitaria.  Un incontro interlocutorio per fare il punto prima della partenza del progetto Mabro 2. Un incontro definito soddisfacente. Ma sindacati e rsu non abbassano la guardia.  Barontini ha parlato chiaro. La fabbrica delle vestaglie azzurre dovrà produrre un fatturato che permetta all'azienda di mantenere il livello occupazione. Rilanciando il marchio in Italia e nel mondo, ricostruendo la rete commerciale e puntando tutto sulla professionalità della maestranze. Con un cambio di rotta rispetto alla precedente gestione. Il rilancio della Mabro, per Barontini, non potrà arrivare dal su misura, ma si dovrà insistere anche sul sartoriale.  E i dipendenti? Il grande nodo che l'imprenditore pratese dovrà sciogliere (e lo farà a metà gennaio quando presenterà il piano industriale) riguarda propria i 260 lavoratori dell'azienda. Per un periodo, finché il fatturato non sarà cresciuto abbastanza da garantire il posto di lavoro a tutti, si utilizzeranno gli ammortizzatori sociali. «L'incontro è stato soddisfacente - dicono Furio Santini (Cgil), Fabio Della Spora (Cisl) e Roberto Franceschetti (Uil) - anche se per dare una valutazione vera dobbiamo aspettare la presentazione del piano industriale».  Le prossime tappe da superare per far partire il progetto Mabro 2 sono l'acquisto di Abbigliamento Grosseto e la stipula del contratto d'affitto per il capannone con Royal Tuscany. Una fase, questa, che potrebbe concludersi già a metà gennaio e che aprirà poi di fatto anche alla partecipazione delle altre due aziende che potrebbero far parte della cordata salva-Mabro: la G.P.A. di Arezzo e la Sabatini di Peccioli.  Ora, quello che Barontini darà, è una spinta in avanti verso Pitti Uomo. La Mabro ha già uno spazio, che è stato trovato dalla Regione e da Fidi Toscana. L'imprenditore pratese ha deciso che a Firenze non saranno esposti solo i capi finiti. Il campionario è in ritardo e l'idea quindi è quella di portare un gruppo di vestaglie azzurre in fiera per far vedere come si cuce a Grosseto. Nella città di Canapone, da dove la produzione, non dovrà mai andare via.

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