Il Tirreno

Prato

Nel cimitero di Mezzana le tombe sommerse nel fango

Laura Vito

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 Sono la figlia di una persona scomparsa di recente e sepolta nel cimitero di Mezzana, il 1 novembre 2010.  Poiché piove da un mese, il problema sorge al momento che noi familiari ci rechiamo al cimitero per lasciare un fiore, accendere un lumino o più semplicemente per stare un po' vicino al nostro congiunto, ovvero non è possibile accedere alla tomba, causa terreno fangoso e melmoso.  Soprattutto né mia madre per prima, e spiegherò di seguito il perché, né io, né parenti o amici, che in questo mese si sono avvicendati per una visita, diritto più che mai legittimo e incontestabile, abbiamo potuto liberamente avvicinarci, senza peraltro impantanarci fino alle caviglie di fango e acqua; senza considerare la sicurezza, cosa che appunto è successa mia madre, di anni 78, recentemente operata, che durante una visita è affondata nel fango, rimanendo prigioniera con i piedi, e riuscendo a uscirne solo togliendosi le scarpe e rimanendo a piedi nudi, e se non fosse stata aiutata da un amica che l'accompagnava, sarebbe sicuramente caduta nella melma.

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